Le canzoni di E. A. Mario celebrano i 150 anni della Croce Rossa Italiana

0
1138

La Sala Scarlatti del Conservatorio di S. Pietro a Majella, ha ospitato lo scorso 13 dicembre l’evento “I 150 della Croce Rossa Italiana”. Presenti il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il Cardinale Crescenzio Sepe, e i nipoti di E. A. Mario, Delia e Mario Catalano.

di Carlo Farina – La Croce Rossa Italiana compie dunque centocinquanta anni di onorato servizio. Il comitato di Napoli, presieduto dal dott. Paolo Monorchio, ha voluto festeggiare questo importante e prestigioso traguardo con la collaborazione del Conservatorio  Musicale di Napoli S. Pietro a Majella, che per l’occasione ha messo a disposizione l’auditorium della Sala Scarlatti per un concerto dedicato alla memoria di uno dei più grandi poeti, ma anche musicista, editore e critico, della Canzone Napoletana: E.A. Mario, pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta. croce-2Non a caso la scelta è caduta proprio su questo grande poeta, la cui prolifica e indimenticabile attività di autore impegnato e di patriota indiscusso, lo lega a quella triste e drammatica pagina di storia che l’Italia ha vissuto nella prima metà del Novecento. Per la medesima ragione, lo stesso concetto può essere esteso anche alla Croce Rossa Italiana. Nata con il preciso intento di portare soccorso e aiuto alle popolazioni complite da gravi sciagure e/o eventi legati anche ad attività illecite, si è particolarmente distinta, senza discriminazione, sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale, cercando di lenire e prevenire le atroci sofferenze dei nostri soldati che sul fronte orientale italiano spesso affrontavano, senza un adeguato addestramento, le violenti battaglie contro i soldati nemici. Con grande umanità, imparzialità e altro senso del dovere, la C.R.I. continua a impegnarsi per proteggere e far rispettare, anche e soprattutto, la persona umana, la vita e la salutcroce-4e, favorendo l’amicizia e la cooperazione tra i popoli, senza distinzione di sesso, razza e religione. Concetti molto chiari  e precisi, sottolineati ed avallati dagli interventi del Cardinale Crescienzo Sepe e del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris,  che hanno testimoniato il prezioso lavoro della Croce Rossa Italiana su tutto il territorio nazionale. Alla presenza delle massime autorità civili e militari, salutate dal Direttore del Conservatorio M° Elsa Evangelista, la giovane Orchestra dei Fiati del Conservatorio, ha aperto ufficialmente la serata eseguendo la Rapsodia Patriottica Come nacque la Leggenda del Piave, scritta dalla figlia di E. A. Mario, Bruna Gaeta Catalano, pianista e scrittrice di grande valore. croce-3Un chiaro e sentito omaggio alla memoria del padre che fu autore di celebri versi e indimenticabili musiche. Scrisse più di duemila canzoni, forse duemilaseicento, e tutte o quasi caratterizzate da un profondo e appassionato senso di nazionalismo. Il suo nome ancora oggi è indissolubilmente legato a una delle più note canzoni patriottiche italiane, una delle pochissime che tutti ricordano molto bene – La leggenda del Piave – scritta negli ultimi anni del primo conflitto mondiale ma che paradossalmente divenne nota soprattutto negli anni immediatamente successivi al conflitto. Chi non ricorda i primi celeberrimi versi – Il Piave mormorava calmo placido al passaggio / dei primi fanti il 24 maggio. Quanta amarezza c’è in questa canzone, ma anche quanto riscatto che i nostri soldati seppero ritrovare proprio sulle rive del Piave. Il nipote di questo grande poeta, il M° Mario Catalano era in sala per accompagnare al pianoforte, alternandosi con il M° Paolo Rescigno, la sorella Delia e la cantante Nora Palladino, che ha interpretato la prima canzone in programma della serata Serenata all’Imperatore, che fu scritta nel 1915 e interpretata per la prima volta da Gennaro Pasquariello. croce-1Legate al tema patriottico della manifestazione, le successive canzoni hanno voluto ricordare quei terribili anni in cui E. A. Mario ha sollevato più di una volta gli animi cupi e depressi dei nostri soldati. Da Marcia ‘e notte del 1915, a Sul cappello, conosciuta anche con il nome di La penna nera o La penna sul cappello, una delle più famose canzoni degli alpini, da Canzone di trincea (….e le stelle noi portiam) a Napule signorsì, del 1927. Fino ad arrivare alla nota Le rose rosse del 1919, una canzone quasi antimilitarista, che fu resa celebre da Carlo Buti, insieme a Soldato ignoto del 1922, dove è presente una certa retorica patriottica, figlia di quell’antica tradizione cara a E. A. Mario. Un autore importante che spesso componeva la musica e scriveva anche i testi delle sue numerose canzoni, un autore che ha segnato un’epoca, nell’arco di 45 anni, proprio nella fase di massimo splendore romantico, a cavallo tra modernità e decadenza. Testimoniata anche dalla prestigiosa presenza di Anna Maria Ackermann, una delle più grandi e brave attrici italiane, che debuttò in teatro con Eduardo De Filippo, e che ha recitato una breve poesia. Voglio inoltre ricordare proprio quelle canzoni più indimenticabili, che non legate alla guerra, non sono state proposte in questa serata, ma che tuttavia hanno reso ancora più grande la Canzone Classica Napoletana, e mi riferisco a canzoni come, Santa Lucia luntana, Comme se canta a Napule, Canzone appassiunata, fino ad arrivare alle famosissime Duie Paravise e Tammurriata nera. E. A. Mario, l’ultimo “grande” poeta e musicista della canzone napoletana del periodo d’oro, riposa nel cosiddetto Recinto degli Uomini Illustri del Cimitero Monumentale di Poggioreale a Napoli, accanto ai suoi illustri colleghi Salvatore Di Giacomo, Ernesto Murolo e Raffaele Viviani.  

(foto di Carlo Farina – 2Anews)