Grande successo per il Macbeth di Verdi al Teatro omonimo di Salerno

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Lunedì 21 novembre (repliche il 24 e 26) è andata in scena una delle opere più belle di Verdi; Oren e Wertmuller, gli artefici della magica serata inaugurale  

di Carlo Farina – Nell’ambito della Stagione Lirica e di Concerti 2016, il Teatro Verdi di Salerno ha proposto, in tre diverse serate (21, 24 e 26 novembre) una delle opere più belle e impegnative di Giuseppe Verdi: Macbeth. Tratta dall’omonimo dramma di William Shakespeare scritta nel 1606, fu composta per il teatro La Pergola di Firenze nel dicembre del 1846. Verdi rimase profondamente affascinato dal capolavoro shakespiriano, entusiasmandosi a tal punto da scrivere subito al “librettista” Francesco Maria Piave: Questa tragedia è una delle più grandi creazioni umane! Se noi non possiamo fare una gran cosa, cerchiamo di fare una cosa almeno fuori dal comune. Parole profetiche queste di Verdi, che decise di mettere subito in scena l’eterno tema dell’uomo da sempre tentato dal male, da un male sanguinario dove l’inclinazione allo stesso, seppur dettata da una perfida e inquietante Lady Macbeth, è sempre stata presente nell’animo nero del protagonista.macbeth Gestazione complessa e faticosa per questo decimo capolavoro verdiano che tuttavia nacque in un periodo di grande vivacità e produttività artistica visto che andò in scena insieme alle sue due opere più popolari “Il Trovatore” e La Traviata”, nate nello stesso periodo. Nel nuovo allestimento del Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno, la regia dello spettacolo è stata affidata a Lina Wertmuller, con la fattiva collaborazione di Valerio Ruiz. Insieme hanno dato vita ad uno spettacolo convincente, gradevole e di forte impatto emotivo, ispirandosi alla versione scaligera del 1875, che prevedeva la presenza originale del balletto. Non a caso, infatti, le belle coreografie sono state curate da Daniel Ezralow, che si è avvalso delle fascinose e seducenti scene realizzate da Virginia Vianello. I costumi, altrettanti suggestivi, sono stati creati da Nicoletta Ercole. La regia, attenta e sofisticata, ha lavorato molto bene e in una sola direzione, cioè verso quella rappresentazione di tutti i temi presenti nel dramma originale di Sheakespeare, dalla dannazione personale all’ossessione altrui, dalle allarmanti visioni alle profezie delle streghe, fino alla più nera e desolante follia. Un cast stellare di grandi artisti ha suggellato il successo di questa positiva edizione. In primis, l’eccellente esibizione del soprano Susanna Branchini, una delle migliori voci che la lirica odierna possiede, con un timbro vocale di eccezionale potenza e di grande impatto emotivo. Non da meno la voce del baritono George Petean, che ha dato prova di grande spessore interpretativo, per un personaggio negativo ed impegnativo come Macbeth. Altrettanto bravi tutti gli altri cantanti del cast, da Azer Zada a In-Sung-Sim, da Miriam Artiaco a Francesco Pittari. La direzione dell’orchestra è stata affidata a uno dei più grandi e convincenti direttori, Daniel Oren, la cui presenza sul podio del Teatro Verdi di Salerno, è ormai consolidata da diversi anni. Punta di diamante, pertanto, di questo “piccolo” teatro che non vanta le glorie e forse il prestigio del San Carlo, ma che tuttavia riesce a realizzare spettacoli da far invidia a più grandi teatri del mondo. La cura, l’impegno e la ricerca certosina di quella particolare musicalità degli strumenti e vocalità dei cantanti, fa la differenza e ne esalta le doti e l’impegno, ripagate da un teatro sempre stracolmo di gente. Un musicista di grande spessore che non lascia mai nulla al caso, che sentiamo spesso “ringhiare” durante qualche difficile passaggio e che gli siamo riconoscenti per la passione che ci mette, attraverso il suo prezioso e difficile lavoro. Infatti, grazie all’abilità collaudata di questo direttore, anche l’Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi” con il Coro del Teatro dell’Opera di Salerno, sono promossi a pieni voti. Un successo annunciato, che ripaga tutti dell’ottimo lavoro svolto, ma soprattutto per il pubblico che ne esce soddisfatto e con la voglia di ritornarci subito.

 

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