Napoli, Villa Betania: Espianto multiplo di organi

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Una speranza di vita a sei pazienti di Bergamo, Napoli e Salerno grazie ad un espianto multiplo di organi su un paziente campano di 47 anni.

di Chantal Collaro  Grazie al tempismo dei medici dell’Unità Operativa di Terapia Intensiva dell’Ospedale Evangelico Betania, un espianto multiplo di organi è stato eseguito su un paziente campano di 47 anni subito dopo l’accertamento della morte cerebrale. L’uomo era stato trasportato sabato mattina all’Ospedale di Ponticelli affetto da emorragia cerebrale in coma irreversibile. I familiari del donatore hanno dato subito il loro consenso alla Commissione per l’accertamento della morte cerebrale, coordinata dal direttore sanitario, il Dottor Antonio Sciambra, alla quale hanno anche partecipato dei medici neurofisiologi dell’Asl Napoli 1 Centro. Il Coordinamento Regionale Trapianti della Campania, che era stato allertato, ha rapidamente individuato le strutture e cui destinare gli organi su una scala nazionale, coordinandosi con il Centro Nazionale Trapianti che ha attivato l’organizzazione dell’intervento e ordinato l’invio dell’équipe specializzate per l’espianto e il prelievo di organi. L’espianto degli organi, che deve avvenire entro poche ore dal decesso, è iniziato sabato sera ed è andato avanti per tutta la notte e la domenica mattina. Il fegato è stato ripartito tra due pazienti di Napoli e di Bergamo che erano in attesa di trapianto, mentre i reni e le cornee sono stati dati a pazienti di Napoli e Salerno, attraverso i rispettivi Centri Trapianto. L’Ospedale Evangelico Betania fa parte della rete di strutture ospedaliere napoletane  per i trapianti d’organo dal febbraio 2013. La Campania, in proporzione alla popolazione residente, è tra le regioni con i più bassi indici di donazione di organi. In Italia, nel 2016, i pazienti trapiantati sono stati 3.795. Gli organi più sottoposti a trapianto sono il rene (2.086), il pancreas (53), il  fegato (1.235); il cuore (267) e il polmone (154). L’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, l’A.I.D.O., da ormai più di trent’anni, opera affinché un numero sempre maggiore di cittadini acconsentono al prelievo dei loro organi e tessuti dopo la morte. In Italia, la manifestazione della volontà di donare i propri organi è  regolamentata dal principio del consenso o del dissenso esplicito (art. 23 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999; Decreto del Ministero della Salute 8 aprile 2000). Il “silenzio-assenso” introdotto dagli articoli 4 e 5 della Legge 91/99 non è stato ancora applicato in quanto non è stata ancora costituita un’anagrafe informatizzata dei cittadini. Se si vuole dare i propri organi dopo la morte bisogna dichiarare validamente la propria volontà tramite:

• il tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità da portare sempre con sé;
• la registrazione della volontà effettuata presso gli appositi sportelli delle Aziende Sanitarie Locali e dei Comuni (sono oggi oltre 380mila);

  • una dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti scritta su un comune foglio bianco che riporti nome, cognome, data e luogo di nascita, data e firma;
  • la tessera o l’atto olografo dell’A.I.D.O. E-mail: aidonazionale@aido.it (Al 31/12/2016, gli iscritti sull’intero territorio nazionale erano 1.355.495, di cui 22.464 in regione Campania).

In mancanza di una esplicita dichiarazione espressa in vita, i familiari, come in questo caso, (coniuge non separato o convivente more uxorio o figli maggiorenni o genitori), possono dare il consenso oppure presentare opposizione scritta al prelievo durante il periodo di accertamento di morte. Inoltre, il prelievo non ha luogo se è presentata una dichiarazione del potenziale donatore, contraria alla donazione e successiva alla precedente dichiarazione favorevole. Quando perdiamo una persona amata è difficile, in un momento di sofferenza così immenso, pensare a qualcuno che è malato e che, se non avrà un nuovo organo, avrà una speranza di vita bassissima. La donazione di organi è un atto d’amore e di rispetto che permette una nuova speranza di vita ad altre persone malate.