Unioni Civili: dopo 32 anni nozze per Salvatore e Piero

0
1820
Condividi articolo:

Sulle Unioni Civili l’Italia è divisa. I dati indicano che sono maggiori al Nord e Centro Italia. Le Regioni del Sud che tengono in alto i numeri sono la Campania e la Sicilia. 

di Antonella Amato – È il giorno del sì. Napoli ha celebrato fino ad oggi tante Unioni Civili. Dopo un anno dalla prima coppia che firmò ne sono seguite tante altre. Oggi anche Salvatore Fiorentino e Pietro Fiorillo hanno finalmente realizzato il loro sogno. La cerimonia è stata celebrata dall’assessore alle Pari Opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani. Sui loro visi si alterna ansia, emozione, gioia. Non sono mancate le difficoltà, i pregiudizi, le discriminazioni ma il loro amore è stato più forte. Ci vuole anche tanto coraggio per restare uniti in una società che ti guarda sempre con diffidenza ed è pronta a giudicarti puntando il dito. Salvatore e Piero si sono scelti tanti anni fa e convivono in armonia con il loro splendido cane Maya. Si sono conosciuti giovanissimi. Ne hanno passate tante ma sono stati sempre circondati dall’affetto dei loro amici e dei loro familiari in particolare la mamma di Salvatore li ha sempre sostenuti con tanto amore. “Quando si usciva tra amici spesso loro formavano un cerchio per darci la possibilità di scambiarci un bacio nascosti dagli occhi di chi non ci accettava”. – racconta Salvatore emozionato – “Le difficoltà sono state tante, devi combattere ogni giorno con chi ti considera diverso. Oggi sono stati fatti grandi passi avanti e la legge sulle Unioni Civili è un traguardo importante. Ma purtroppo c’è ancora tanta strada da fare” conclude. Gli sposi hanno fatto il loro ingresso nella sala della Loggia del Maschio Angioino, dedicata alle celebrazioni dei matrimoni e delle unioni civili. L’emozione era intensa. Tutti i presenti sembravano particolarmente coinvolti. Hanno sognato quel momento per anni. Anzi, no. Per moltissimi anni erano stati convinti che a loro quel momento non sarebbe mai stato concesso. Il loro amore non era considerato tale. Non meritava di essere posto sullo stesso piano di quello etero. Loro non potevano essere considerati “una famiglia”. La celebrazione è stata calorosa e piena di gioia. Per i loro sguardi, per le parole dei testimoni, per il discorso dell’assessore Chiara Marciani che li ha sposati con trasporto emotivo di chi conosce il valore di quel diritto. Il diritto di amarsi. In un certo senso. Senza pregiudizi, senza vincoli. Perché l’Amore è amore e basta. Dopo gli invitati hanno tutti riso e pianto, festeggiato, ballato, chiacchierato e conferito a quel momento il valore che meritava: il valore privato di una coppia che condivide un momento di gioia, ed il valore “pubblico” di una tappa importante nel percorso di una società verso maggiore civiltà e rispetto delle differenze. Qualsiasi esse siano. Perché è solo dalle differenze che si impara e che si può crescere. Dopo i festeggiamenti Salvatore e Piero hanno proseguito la loro vita in comune, come già facevano da anni. Nulla cambia nella quotidianità. Ma tutto cambia nel modo di percepirsi e di essere percepiti.

Condividi articolo: