Unioni civili, se ne parla a Benevento con Monica Cirinnà

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Unioni civili, se ne parla a Benevento con Monica Cirinnà

Unioni civili a un anno dalla legge. Se ne parla lunedì 4 dicembre a Benevento, in occasione della presentazione del libro di Monica Cirinnà.

Lunedì 4 dicembre prossimo, presso il rettorato dell’Unisannio di Piazza Guerrazzi, alle ore 16, si terrà la presentazione del libro di Monica Cirinnà dal titolo “L’italia che non c’era – Unioni civili: la dura battaglia per una legge storica”, edito da Fandango Libri. L’evento prevede la presenza dell’autrice, del rettore de Rossi, dei docenti dell’Unisannio di Diritto privato, Rosanna Pane e di Diritto internazionale, Roberto Virzo e del giornalista – scrittore e componente del Wand Benevento, Francesco Lepore, che ha promosso l’incontro.

Sarà l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte in merito clima che si respira in Italia ad un anno dall’approvazione della legge Cirinnà, che ha consentito il riconoscimento dei diritti e dei doveri previsti per il matrimonio anche per la coppia formata da persone dello stesso sesso. Un diritto che nel nostro paese ha portato il numero di unioni civili al 2,2 per cento del totale dei matrimoni celebrati fino ad agosto di quest’anno, in linea con le percentuali di altri Stati europei dove questa possibilità è stata introdotta da più tempo.

Una storia da raccontare

Unioni civili, se ne parla a Benevento con Monica Cirinnà29 giugno 1969. Siamo alla fine degli anni Sessanta, negli Stati Uniti è reato essere gay e l’omosessualità è considerata una malattia psichica dall’Oms. In un piccolo locale al 53 di Christopher Street di New York, centinaia di persone gay, lesbiche, trans, travestiti stanno passando una serata come tante, chi si bacia, chi balla, chi beve una birra. Vengono sempre tutti qui, perché solo qui possono essere loro stessi. Anche se è pericoloso, perché i raid delle forze dell’ordine nei club gay come questo, di questi tempi, sono la normalità. È notte inoltrata quando i poliziotti fanno irruzione nel locale. Per la prima volta qualcuno alza la voce e inizia a spintonare. Una ragazza, trascinata in strada, colpisce un agente in faccia con una bottiglia e incita gli altri a fare lo stesso. Il movimento per la liberazione degli omosessuali inizia quel giorno.

L’anno dopo, il giorno dell’anniversario della rivolta, per le strade di New York migliaia di persone scendono in piazza per chiedere dignità e diritti. Senza musica, senza carri. È il primo Gay Pride della storia, che si rinnova ogni anno a giugno, anche in quei Paesi dove i matrimoni egualitari sono ormai realtà, da due anni (Stati Uniti, 2015), da dodici (Canada, 2005) o molto di più (Paesi Bassi, 2001). Perché l’omofobia continua a esistere.

Un esempio da seguire

Da segnalare a Catania l’impegno dell’Arcigay Gruppo Giovani: ogni lunedì alle 18,30, in via Garibaldi 133, si incontrano per condividere idee ed opinioni su tematiche di discussione attuali con le ‘Gaie Conversazioni’, salotti tematici aperti a tutti e a tutte. Un’attività che si accompagna agli incontri del gruppo giovani di Arcigay Catania rivolto a ragazzi e ragazze dai 16 ai 35 anni e dedicato a tutte le declinazioni delle “attività giovanili” dalla scuola/università allo sport alle attività ludiche, con l’obiettivo di mettere al centro l’autodeterminazione della persona.