Pensioni: Cgil, accordo difficile senza correzioni su giovani e donne

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Pensioni, intesa difficile. Senza correzioni su giovani e donne la Cgil non firmerà l’accordo con il governo sulle pensioni.

Siamo l’unico Paese che ha la rincorsa infinita per l’età di pensionamento legata alla speranza di vita” e su questo “è legittimo fare una discussione” in Europa. Lo dice la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso intervistata da Radio Articolo1. Camusso ha sottolineato la necessità di intervenire sull’età delle donne perché c’è stato un aumento repentino dell’età senza che sia stato affrontato il problema dei servizi. “Il ministro dell’Economia – ha spiegato – ha sempre parlato di un tema di reputazione del nostro Paese che non può cambiare le riforme che si è venduto in Europa come successi. Ma se si sono sbagliate le riforme questa non può essere una condanna per sempre. Il Jobs act non va bene, non si può avere un sistema previdenziale che mentre invecchia la popolazione è sempre più restrittivo. Io penso che un Paese importante dell’Ue debba avere il coraggio di aprire delle discussione, soprattutto una, quella della rincorsa infinita dell’età pensionabile. Nessuno ha una rincorsa perenne. Gli altri hanno solo innalzato punti di arrivo“. Sull’adeguamento dell’età pensionabile “mi auguro che le organizzazioni sindacali condividano lo sforzo che stiamo facendo“. Pensioni: Cgil, accordo difficile senza correzioni su giovani e donneE’ un passaggio dell’intervento del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, all’Assemblea degli industriali di Alessandria, Novara e Vercelli Valsesia. Pensioni, intesa difficile. Come riporta l’Ansa la Cgil senza giovani non firma – Trovare la quadra non è scontato, e in ogni caso non sarà affatto semplice. Senza correzioni su giovani e donne la Cgil non firmerà l’accordo con il governo sulle pensioni. Il sindacato mantiene il punto perché le proposte fatte finora dall’esecutivo mettono “una pietra tombale sull’idea di cambiare un sistema che non è equo“, come ha scandito Susanna Camusso, sottolineando che comunque non è certo da questo che dipende “il futuro della sinistra“. Inoltre c’è il tema tecnico, legato alle poche risorse che il governo può mettere sul piatto e che difficilmente supereranno i 300 milioni a regime promessi finora.

Le novità del pacchetto sono lo stop all’innalzamento dell’età pensionabile per le quindici categorie di lavori gravosi non solo per le pensioni di vecchiaia ma anche per quelle di anzianità. La seconda apertura è un fondo a cui destinare eventuali risparmi di spesa per favorire il prolungamento e la messa a regime dell’Ape social. Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, intervenendo al Festival Economia Come, dice chiaramente che il governo è ancora disposto a “correggere le imprecisioni” che ci sono ancora nel testo. Ma per la Cgil le misure restano di “grande insufficienza” dal momento che non viene previsto nulla per le pensioni dei giovani, delle donne e di chi svolge il lavoro di cura e non viene modificato il meccanismo dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile in relazione alle aspettative di vita. “Non stiamo facendo una vertenza sulle pensioni già in atto – chiarisce la Camusso – ma bisogna rendersi conto che le pensioni dei giovani così come sono pensate ora non permetteranno loro di avere un’anzianità serena. Inoltre le donne non sono sufficientemente tutelate“.

Il mio mestiere è quello di fare sindacato. E un sindacato ha il dovere di portare a casa risultati“. La Furlan non è affatto d’accordo con la Camusso. “Quando i risultati sono a portata di mano, li si coglie – spiega alla Stampa la leader della Cisl a condizioni date abbiamo portato a casa risultati importanti. Nel Paese delle meraviglie di Alice forse sarebbe andata diversamente“. Parole dure che alla Camusso non fanno né caldo né freddo. Anzi. “Abbiamo avuto opinioni diverse anche in merito al Jobs Act – taglia corto – non serve drammatizzare“. Al suo fianco si schierano, invece, Mdp con Roberto Speranza, che si dice pronto a “sostenere la mobilitazione” in piazza e la battaglia “in parlamento per modificare il testo“, e Matteo Salvini, che minaccia di “riempire le piazze di Roma” contro la riforma del governo. Nel frattempo martedì, nel nuovo round con i sindacati, il governo cercherà di portare a casa l’accordo almeno con Cisl e Uil, anche se ancora non è persa la speranza di fare rientrare anche la Cgil. Molto difficile che si possa accogliere la richiesta di prendere un impegno concreto sulle future pensioni dei giovani perché, si ragiona in ambienti di governo, in questo momento non ci sono né le risorse né la forza politica necessarie per andare a Bruxelles a spiegare che si ‘riforma’ il sistema contributivo. Anche se i costi non sono tema di oggi, come ripete Susanna Camusso, ma scattano tra 15 anni, la tenuta del sistema pensionistico viene invece valutata nel medio-lungo periodo e quindi anche la minima modifica deve avere il benestare dei guardiani dei conti europei. Se saltasse l’accordo non è nemmeno detto che il governo darebbe seguito a tutte le proposte presentate ai sindacati. Senza intesa, peraltro, sarebbe anche più complicato contenere le pressioni parlamentari, con l’esame della legge di Bilancio che entrerà nel vivo sempre da martedì.

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