Trionfa il “Trovatore” al Teatro San Carlo

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La celebre opera di Verdi in cartellone per il “San Carlo Opera Festival” 2017, diretta da Josep Caballe Domenech.

di Carlo Farina – Nell’ambito della fortunata rassegna San Carlo Opera Festival, il Massimo napoletano ha messo in scena, in alternanza giornaliera con Carmen, una delle opere più belle e note di Giuseppe Verdi: Il Trovatore. Il celebre dramma in quattro parti su libretto di Salvatore Cammarano, (uno dei suoi ultimi testi poiché morirà prima della rappresentazione di questo lavoro) tratto dal dramma spagnolo El trovador di Antonio Garcia Gutierrez, appartiene alla notissima trilogia popolare con Rigoletto e Traviata. il trovatoreLa regia dello spettacolo, affidata al bravo Michal Znaniechi, che fu già messa in scena nel 2014, riesce a dare carattere al dramma dei vari personaggi, dal sentimentalismo del Conte di Luna alla ricerca di vendetta da parte di Azucena, fino alla disperata e iniqua sorte della bella Leonora, che per non tradire Manrico, si avvelena. Opera dai tratti cupi e violenti, dove serpeggia l’ombra minacciosa del fuoco, attraverso il doppio rogo, cui fa riferimento il personaggio di Ferrando nella celebre aria iniziale Abietta zingara, fosca vegliarda, (il primo atto si apre per la prima volta senza preludio) dove racconta l’antefatto della storia, interpretato da un bravo Ugo Guagliardo. Anche il soprano Saioa Hernandez, dà voce a una Leonora che convince un pubblico sempre più numeroso interpretando l’aria forse più celebre di tutta l’opera Tacea la notte placida, intonata con grande professionalità. Con l’ingresso del personaggio di Azucena, si raggiungono vette altissime di grande interpretazione vocale, che la bravissima e convincente Violeta Urmana ha dimostrato in Stride la vampa, un’aria che è l’immagine convulsa di un tragico rogo dove si consumano due diversi drammi. Altrettanto convincenti le altre due voci importanti di quest’opera quella del baritono Vitaly Billyy, che nell’interpretazione della celebre Il balen del suo sorriso, accende il carattere sentimentale del Conte di Luna, mentre il tenore Murat Karahan, al quale è affidato il ruolo del personaggio di Manrico, riesce ad esercitare quel fascino velatamente nobiliare su Leonora, già dalla prima aria Il Trovator! Io Fremo! … Deserto sulla terra, fino alla celebre cabaletta della pira, dove la potenza vocale di questo tenore raggiunge vette altissime d’impressionanti capacità artistiche. il trovatoreUn cast di cantanti, quindi, di eccellente fattura che il bravo e attento direttore Josep Caballe Domenech, ha saputo evidenziare e dirigere con grande maestria, grazie anche a una bravissima Orchestra, quella del San Carlo, che ormai da anni “impone” al pubblico partenopeo un suono sempre limpido e preciso, dagli archi ai fiati, fino alle percussioni. Un lavoro certosino che non ha mai deluso le aspettative fiduciose di un teatro prestigioso come il “nostro” San Carlo. Le scene sono state curate da Luigi Scoglio, mentre i costumi, disegnati da Giusi Giustino, non sono fedeli alla Spagna del XV secolo ma bensì alla prima metà del XX secolo. L’opera supera a pieni voti “l’esame” della prima e merita l’ascolto delle successive repliche.