San Carlo, “La Fanciulla del west” di Puccini, aprirà la nuova stagione

464

Al San Carlo, “La Fanciulla del west” di Puccini. Il debutto sabato 9 dicembre alle ore 20.30, diretto da Juraj Valcuha con la regia di Hugo De Ana.

Presentata alla stampa la nuova opera in cartellone, che aprirà la prossima stagione Lirica del Massimo napoletano. Dopo ben quarant’anni, dunque, ritorna un grande titolo della lunga e preziosa produzione pucciniana, in una nuova produzione interamente firmata dal regista Hugo De Ana. Considerato uno dei maggiori registi a livello internazionale, Hugo De Ana ritorna al San Carlo dopo aver curato la regia del “Mosè in Egitto” nel 1993. Affidate al regista anche le scene e i costumi, con le luci di Vinicio Cheli. Il soggetto di quest’opera è decisamente contemporaneo, visto che Puccini, dopo un viaggio in America nel quale rimase molto affascinato da questo mondo, dopo aver assistito al dramma di David Belasco, “The Girl of the Golden West, decise di ambientare la sua nuova opera in una cittadina mineraria della California, a metà dell’Ottocento, all’apice della cosiddetta “febbre dell’oro”. Opera come si è già detto, molto moderna e dotata di eccellenti qualità musicali, con un’armonia di forte spessore timbrico, con il libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini.  Debuttò al Teatro Metropolitan di New York il 10 dicembre 1910, diretta dal leggendario Arturo Toscanini. In scena un cast di grande prestigio, con cantanti molto quotati e di grande esperienza come Claudia Sgura, nella parte di Jack Range, Roberto Aronica, in quella del bandito Dick Johnson, mentre la protagonista femminile, la “fanciulla” del titolo Minnie, sarà interpretata dal soprano statunitense Emily Magee, che debutta a Napoli proprio con quest’opera di Puccini.  Un’opera che parte dal melodramma borghese, come Tosca e Madama Butterfly, e che raggiunge vette altissime di grande qualità musicale e scenica, visto che la sua grande modernità è messa al servizio dell’azione drammatica. Il regista e direttore d’orchestra sono apparsi piuttosto soddisfatti nell’allestire uno spettacolo per il quale si prevede non solo una forte affluenza di pubblico, ma anche un successo annunciato, per un’opera che Puccini volle, forse per la prima volta, creare con un “finale aperto”, senza i risvolti drammatici che ben conosciamo, di gran parte della sua produzione lirica.