Leonardo: quale futuro per il settore Aerostrutture in Campania?

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Il prezzo pagato con la chiusura dei due siti campani, Casoria e Capodichino, è stato sufficiente? Oppure ci saranno ancora dei rischi per il settore Aerostrutture in Campania? Alessandro Profumo delinea il futuro di Leonardo.

di Antonella Amato – La notizia dell’accordo stipulato tra le sigle sindacali campane, Atitech e Leonardo è stato un segnale molto positivo. Sono stati salvati posti di lavoro dello stabilimento di Capodichino ceduto due anni fa dalla società ex Finmeccanica a quella partenopea di Gianni Lettieri. Ma a che prezzo? Ci sono voluti quaranta giorni consecutivi di presidio, presso la sede Atitech di Capodichino, per ottenere un nuovo accordo finalizzato alla ricollocazione dei 178 lavoratori negli impianti campani e nazionali. Intanto l’Atitech si ritroverà tra le mani un capannone super attrezzato ma senza lavoratori e senza attività da svolgere. Dunque, chi ci ha guadagnato da questa vicenda? Gli scenari futuri restano avvolti nel mistero. Al momento sembra che Leonardo punti ad aumentare gli investimenti nel mercato globale della Difesa. Alessandro Profumo, ora alla guida del gruppo Leonardo in una dichiarazione ha toccato vari punti per delineare il futuro dell’azienda. “Leonardo, è dotata di 10 mila ingegneri ed è in grado di spendere fino a 1,5 miliardi all’anno in Ricerca&Sviluppo. Ogni prodotto lo costruiamo in modo specifico, secondo le richieste dei nostri committenti. Questa è un’azienda, da una parte fortemente radicata nel Paese, dall’altra proiettata in tutto il mondo. Infatti al momento Leonardo è proiettata sul mercato della Difesa basato su tre assi portanti: l’elettronica per la difesa, i velivoli e gli elicotteri. – continua Profumo – Ritengo che il gruppo abbia tutti i numeri per poter competere in futuro con giganti quali Boeing (Usa) o Airbus (Europa). L’unica domanda è se abbiamo le persone giuste per competere a questi livelli. Questa è la mia sfida del futuro, la focalizzazione sulle persone”. Dalle dichiarazioni di Profumo si evince che Leonardo punta sul settore della Difesa. Purtroppo i siti di Nola e Pomigliano non si occupano di commesse militari ma solo di programmi civili. Con queste premesse ritorna incerto il destino delle sedi campane in quanto i programmi in essere ATR e A380 non avranno continuità e di conseguenza non garantiscono il futuro per i prossimi anni. All’orizzonte, pare, che non ci siano nuove commesse a lungo termine. Questa situazione desta preoccupazione perché i programmi della divisione Aerostrutture sono in contrazione con scelte penalizzanti e limitative. Al momento non c’è una visione strategica dell’assetto industriale. Non si riesce a comprendere quali siano le strategie di prodotto, le politiche di mercato, il piano di investimenti per l’aggiornamento delle commesse esistenti e quelli futuri.  Ma come sarà la Leonardo Aerostrutture del futuro in Campania?