Malasanità: pazienti assistiti per terra al pronto soccorso di Nola

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Grave caso di malasanità: a Nola i pazienti del Pronto Soccorso sono stati assistiti sul pavimento. Mentre in alcune realtà, come il Cardarelli di Napoli, le barelle sono la regola per mancanza di posti letto, nell’Ospedale Santa Maria della Pietà non ce ne sono a sufficienza per accogliere le urgenze.

di Maria Sordino – È notizia di cronaca di questi giorni il caso dei pazienti curati in condizioni disumane al Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Maria della Pietà di Nola. Immagini che non vorremmo mai vedere sono sfilate sugli schermi delle nostre TV: donne e uomini anziani, sofferenti, stesi malamente per terra, le flebo infilate nel braccio in attesa delle cure, avendo come unica protezione lenzuola gualcite a ripararli parzialmente dal freddo del pavimento.img_8386-597x330 E se a Nola le barelle mancano, al Cardarelli, storia vecchia che si ripete, le barelle ci sono e sono tante. Nei corridoi, nell’ampia sala del Pronto Soccorso del nosocomio più importante della città gli ammalati, tantissimi, sono abbandonati intere giornate sulle barelle, mentre medici e infermieri si aggirano, senza pausa, per cercare di risolvere l’emergenza. Lamenti e grida fanno da contorno al lavoro delle guardie giurate, che cercano di fare barriera in tutti i modi, per impedire ai parenti, esasperati dalle lunghe attese e dalla preoccupazione, di intrufolarsi all’interno. Scene da terzo mondo.

Ma quali sono le cause?

In primis, il fenomeno del “boarding”, cioè la permanenza in PS di malati in attesa di posto letto: una situazione che ha costi altissimi in termini d’assistenza e che provoca, come conseguenza, l’allungamento dei tempi di attesa per la visita in PS, l’aumento dei tempi di permanenza in ospedale e costituisce la principale minaccia per la qualità delle cure in emergenza. Circostanza aggravata dalla consistente riduzione dei posti letto che accompagna la chiusura di interi reparti in numerosi ospedali napoletani. Subito dopo va considerato che il Sistema Sanitario Nazionale negli ultimi 10 anni si è caratterizzato anche per una drastica riduzione del turnover del personale in servizio. Un cane che si morde la coda: se non ci sono operatori non si riescono a garantire livelli di assistenza adeguati.

Poi va sicuramente considerato che la scarsa integrazione, tra ospedale e ospedale, impedisce di creare una rete, che consenta un rapido passaggio delle informazioni in grado di fornire al 118 i dati utili a garantire un corretto smistamento dei pazienti. Una recente indagine su 93 strutture sanitarie condotta dal Tribunale dei diritti del malato e dalla Simeu, la Società scientifica della medicina di emergenza e urgenza, ha permesso di rilevare il sovraffollamento dei Pronto soccorso in un terzo dei casi, con situazioni limite che hanno visto aggiungere fino a 30 barelle in un solo punto di osservazione breve intensiva. Risultato? Secondo gli ultimi dati disponibili, quelli del 2015, la Campania è l’ultima regione in Italia per i livelli di assistenza garantiti alla popolazione.

Non ci resta che sperare allora nell’Ospedale del Mare: finita ormai l’opera muraria e acquisite le tecnologie, si tratta ora di popolare le corsie. Per il presidio di Napoli est il piano assunzioni varato quest’estate dalla struttura commissariale (decreto 67) prevede 1.412 nuovi ingressi a tempo indeterminato, attingendo a piene mani al serbatoio di 4.951 camici bianchi di vari profili su cui è scattato il via libera del ministero per tutte le aziende sanitarie. A questi si aggiungeranno i rincalzi previsti dal turnover sbloccato dal 2016 grazie al pareggio di bilancio: soprattutto di medici, infermieri, tecnici di radiologia e di laboratorio, personale sociosanitario, farmacisti, radiologi, ingegneri gestionali e specialisti in fisica medica. Una vera armata per un ospedale che dovrebbe offrire ben 400 posti letto.

Già in data 14 dicembre 2016 c’è stata l’apertura dei primi servizi: Radiologia, Radioterapia, Nefrodialisi, Direzione sanitaria. Dovremo aspettare febbraio per l’inaugurazione del Pronto Soccorso. Quest’ultimo occuperà 278 posti letto dei 448 previsti a regime (circa il 65%) con l’arrivo anche di Cardiochirurgia, Riabilitazione, Unità spinale e Terapia intensiva.