Il parrucchiere antiracket: “abbandonato, vado via da Napoli”

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Due anni fa si ribellò al racket. Il parrucchiere Salvatore Castelluccio, titolare di un salone a Napoli, “Pianeta Donna”, lavora sotto scorta.

Una rete di solidarietà per Salvatore Castelluccio, soprattutto sui social, sui quali si chiede a gran voce di aiutare il parrucchiere, a restare nella propria città. Due anni fa si ribellò al racket, denunciando i suoi estorsori. Da allora il parrucchiere Salvatore Castelluccio, titolare di un salone a Napoli, “Pianeta Donna”, padre di due figli, vive e lavora sotto scorta. In tutto questo tempo, a parte le solite passerelle politiche, è stato completamente abbandonato al suo destino, sia per l’assenza delle istituzioni (tranne che della Polizia, sempre al suo fianco) che per il drastico calo dei clienti, impauriti dalla situazione. E così Salvatore ha deciso di mollare, chiudendo la sua attività e lasciando Napoli. La sua idea è quella di restare un altro mese nel capoluogo campano, poi trasferirsi eventualmente a Sorrento. Ma le difficoltà economiche che lo attanagliano rischiano di comprometterne la professione. «Chiedo un incontro pubblico con il Sindaco De Magistris – reclama Castelluccio – e mi farebbe piacere sapere in che modo mi avrebbe aiutato nel passato». Castelluccio scrive a seguito delle dichiarazioni fatte dal sindaco, il quale rivendica l’aiuto ed il supporto morale dato al parrucchiere vittima del racket. «Vorrei sapere quali proposte – continua Salvatore – ed aiuti mi avrebbe dato il Sindaco di Napoli; non è giusto abbandonare un cittadino che ha denunciato il racket, nelle condizioni in cui sono stato lasciato io». In tanti incitano il commerciante a farsi sentire, ad insistere su questa vicenda: «Salvatore forza, vai direttamente a Palazzo San Giacomo a parlare con i nostri amministratori e fatti sentire – scrive Ciro sui social». Ed ancora: «Luigi de Magistris Non si comporta da sindaco di una città, – dice Marco – dovrebbe interessarsi seriamente della vicenda, e non so perché un uomo come Salvatore dovrebbe ancora urlare giustizia e aiuto, laddove per la sua onestà e coraggio dovrebbe essere trattato come un’icona di esempio di questa città, onorata, protetta e sostenuta». “Dispiace e, soprattutto nei confronti del Comune, è ingeneroso, anche se è umanamente comprensibile”: commento il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. “La vicinanza che noi abbiamo dato, per quello che può fare il Comune, è stata forte – ha spiegato il primo cittadino – solo io sono stato tre volte in quell’esercizio commerciale, tantissime persone del Comune e amici sono andate a tagliarsi i capelli per sostenerlo, Alessandra Clemente lo ha seguito più volte con altri collaboratori, con Ciro Corona di resistenza anticamorra abbiamo lavorato insieme, gli abbiamo anche dato soluzioni, cose che il Comune avrebbe voluto fare concretamente”. “La storia è un po’ diversa da quel che appare – ha concluso de Magistris – ma mi fermo qua perché apprezzo chi denuncia gli estorsori, quindi avrà sempre la mia vicinanza anche quando esprime critiche immotivate e ingiuste nei confronti del Comune”.

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