Paola Bocchetti, attrice poliedrica e dal grande ingegno scenico

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Paola Bocchetti, attrice poliedrica e dal grande ingegno scenico
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Intervista all’attrice Paola Bocchetti, una delle sorprese più riuscite dello spettacolo “Cavalli di ritorno” in scena al teatro Diana.

di Giuseppe Giorgio – Confermato a suon di pubblico e applausi l’ennesimo successo di un artista di razza come Gino Rivieccio, a rappresentare una delle sorprese più riuscite dello spettacolo “Cavalli di ritorno” in scena al teatro Diana, è stata l’attrice Paola Bocchetti.  Accanto ad un veterano come Giovanni Esposito ed un altro bravo giovane attore come Rosario Minervini, è stata lei, infatti,  a tenere magnificamente il passo al mattatore Rivieccio. Passando agevolmente da un’intepretazione e l’altra, mostrando la verve di attrice poliedrica e dal grande ingegno scenico, nel lavoro presentato e scritto dallo stesso Rivieccio con Riccardo Cassini, Gustavo Verde e la collaborazione di Gianni Puca, la brava Bocchetti ha saputo svelare le doti di una artista collaudata insieme alle caratteristiche di un’attrice dalle mille piacevoli sfaccettature. “Aprire la stagione del teatro Diana- ha detto Paola Bocchetti- accanto ad un attore come Gino Rivieccio, ha rappresentato per me un importante punto di arrivo. Quella che mi ha offerto Gino è stata un’esperienza unica e straordinaria. E’ come se mi avesse affidato la responsabilità di tirare un calcio di rigore. Mi ha consegnato di fatto ad una dimensione teatrale di spessore regalandomi un impegno attoriale davvero rilevante”.

Paola Bocchetti, attrice poliedrica e dal grande ingegno scenicoCome si è avvicinata al mondo del teatro? E quali sono state le sue prime esperienze?

Ho cominciato ad amare il teatro a 6 anni in concomitanza della scomparsa di Eduardo. In quella occasione ricordo che a casa i miei genitori guardavano in tv ‘Natale in casa Cupiello’ ed io rimasi come folgorata al punto che, alla fine della commedia dissi decisa a mia mamma che da grande avrei voluto interpretare il ruolo di Ninuccia. Finita l’Università e conseguita la Laurea in Giurisprundenza insieme all’abilitazione alla professione di Avvocato, la passione per il Teatro si fece ancora più insistente al punto da iscrivermi alla Scuola di Recitazione del Teatro Totò con Gaetano Liguori. Lo stesso che, avviandomi all’attività di attrice professionista, nel prepararmi insieme ad altri compagni diventati popolari come Gennaro Silvestri ed Enzo e Monica degli Arteteca, mi portò in palcoscenico accanto a personaggi del calibro di Rino Marcelli, Sergio Solli, Caterina De Santis  e Giacomo Rizzo”.

Come è avvenuto il suo incontro artistico con Gino Rivieccio?

“Ero in scena con un lavoro di Giovanna Pignieri con Rosario Minervini intitolato ‘Ma che brave ragazze’ e Gino Rivieccio, a cui devo tanto, dopo aver assistito allo spettacolo mi disse che avevo formato le corde drammatiche giuste offrendomi la possibilità di lavorare con lui”.

Potrebbe descrivere il suo impegno di attrice in “Cavalli di ritorno”?

“Un impegno che mi porta dapprima a propormi al pubblico in dialetto emiliano, poi come cantante ed infine, come una divertente ed esilarante Biancaneve e una interprete ora drammatica, ora comica vecchio stampo”.

Nel lavoro, positivo stupore ha ottenuto la sua interpretazione di Filumena Marturano, come si è avvicinata a questo temibile personaggio?

“Per interpretare la Filumena di Eduardo ho dovuto dimenticare tutte le immense attrici che mi hanno preceduto nello stesso ruolo. Non mi sono lasciata tentare da nessun riferimento interpretativo.  Non intendevo diventare la copia di nessuno! Ecco perchè per la mia Filumena ho deciso di rimanere soprattutto me stessa. Al pubblico ho voluto offrire una prova scaturita dal mio essere. Tant’è che pur non essendo madre ho inteso restare a tutti  costi un’attrice con la propria personalità anziche una semplice esecutrice di un ruolo”.

Qual è il suo sogno nel cassetto e quali sono le sue attrici del cuore

“Sogno di fare  tanta buona telvisione e di avere un ruolo per il grande schermo. Poi siccome sono nata all’ombra del San Ferdinando, oggi che ho 40 anni, sogno anche di potere interpretare in un grande allestimento un personaggio di Eduardo. Le mie attrici del cuore sono Lina Sastri, cioè la strepitosa Ninuccia che mi proiettò verso il teatro, insieme a due altre grandi interpreti come Monica Vitti e l’indimenticabile Mariangela Melato”.     

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