Ecco come è nata la “Festa della Mamma”

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Le donne ideatrici della “Festa della Mamma”. Era il 1870 quando per la prima volta viene proposta una giornata dedicata alle madri.

di Martina Marigliano – L’autrice americana Julia Ward Howe pubblica il testo che sarà poi conosciuto come “Proclamazione della Festa della Mamma” durante la prima ondata di femminismo negli Stati Uniti. Il testo era una reazione alla carneficina della Guerra Civile, un appello alle donne di tutto il mondo che hanno la capacità e la responsabilità di creare una società migliore. Nel 1870, Julia chiede di istituire ufficialmente una giornata in cui festeggiare la “Festa della Mamma per la Pace”, ma senza successo. Passeranno anni prima che nasca la “Festa della Mamma” così come la conosciamo. festa della mammaSarà Anne Marie Jarvis, (nella foto a lato) nona di undici figli (7 dei quali scomparsi in giovane età) a seguire le orme di Julia Ward Howe, amica di sua madre. Ann era molto attiva nella società ed un giorno una sua preghiera recitata alla fine di una lezione domenicale, darà l’idea a sua figlia nel 1876. La preghiera diceva:”Spero e prego che qualcuno, un giorno, creerà una giornata dedicata alle madri per celebrare il servizio che loro rendono all’umanità, in ogni campo, senza chiedere nulla in cambio.” Il 10 maggio 1908, tre anni dopo la morte di Ann, AnneMarie tenne una giornata commemorativa in onore di sua madre e di tutte le madri del mondo. Quella fu la prima celebrazione ufficiale della “Festa della Mamma” con il garofano come simbolo ufficiale, scelto da Anne Marie perché era il fiore preferito di sua madre. La “Festa della Mamma”, così come noi la conosciamo, celebra le madri, la maternità e qualsiasi tipo di legame materno. In onore di questo, ecco un piccolo pensiero, un augurio di buona vita, a tutte le mamme.

Alle mamme guerriere ed eroine, vigliacche e ravvedute. Alle mamme buone e severe, opprimenti e libertine. Alle mamme giovani ed anziane, a quelle per forza e a quelle per scelta. La tua e la sua e a quelle che erano una volta. A quelle che saranno, che sognano, che aspettano. Alle mamme che non aspettavano.

Alle mamme forti, che piangono in silenzio. Alle mamme che alla sera affrontano i loro demoni senza che nessuno lo sappia. Alle mamme che cucinano, che comprano, che pagano. Alle mamme che lavorano, pur essendo mamme.

Alle mamme a cui è dedicato un solo giorno l’anno, ma che dedicano ai figli anche il sonno.

Alle mamme che insegnano e a quelle che lasciano imparare. Alle mamme che fanno e danno senza niente aspettare. Alle mamme che regalano rose, a quelle che regalano spine. Alle mamme che al tuo posto sono disposte a soffrire.

Alle mamme, alla mia.

Poesia di Martina Marigliano