Maschio Angioino di Napoli , tra leggende e misteri. Ecco quando visitarlo

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Il Maschio Angioino o Castel Nuovo, dopo il Vesuvio, è certamente uno dei simboli più noti della città di Napoli, ubicato in una posizione strategica a due passi dal mare e che affaccia sulla grande piazza del Municipio.

di Carlo Farina – Castel Nuovo, meglio conosciuto con il nome di Maschio Angioino, è un castello medievale e rinascimentale costruito su volere di Carlo I d’Angiò (da qui l’origine del suo nome) nel 1266, per celebrare la preziosa vittoria sugli Svevi, che gli consentì di salire sul trono di Sicilia e di spostare la capitale da Palermo a Napoli. Dal XIII secolo l’imponente Maschio Angioino, con le sue grandi ed insolite cinque torri cilindriche, rappresenta quindi uno dei simboli più importanti della città di Napoli. La fortezza fu fatta edificare per diventare la residenza reale dei sovrani Angioini, e fu chiamata Castrum novum, per distinguerla dai tre castelli già esistenti (Castel Sant’Elmo, Castel dell’Ovo e Castel Capuano). Ma il re Carlo I non vi abitò mai, mentre il castello, sotto Roberto il Saggio, diventò la sede partenopea di alcuni ospiti illustri della cultura, come Petrarca, Boccaccio e Giotto che nel 1332 affrescò la Cappella Palatina. Furono gli Aragonesi, con il regno di Alfonso d’Aragona, a rendere il Maschio Angioino una sontuosa ed elegante corte reale, ed a ricostruire completamente il suo aspetto esteriore fino a raggiungere la struttura attuale. Ad occuparsi del restauro fu l’architetto catalano Guillem Sagrera che concepì la struttura con uno spirito gotico-catalano che si può notare nella forma cilindrica delle cinque torri, quelle “interne” “di San Giorgio“, “di Mezzo” e “di Guardia“, e le due sul lato rivolto verso il mare, la torre “dell’Oro” e quella “di Beverello“. A dare maggiore imponenza alla struttura egli realizzò il caratteristico Arco Trionfale in marmo, per celebrare l’ingresso di re Alfonso a Napoli, in stile rinascimentale napoletano ed ispirato agli archi di trionfo romani.

Durante il vicereame spagnolo il castello perse la sua funzione di residenza reale per assumere un ruolo militare per la sua posizione strategica, ed ospitò i re di Spagna in visita a Napoli, come l’imperatore Carlo V.

Con i Borbone la reggia dei sovrani fu ufficialmente spostata altrove (Capodimonte, Palazzo Reale, Portici) e Castel Nuovo fu considerato soltanto un simbolo della storia e della grandezza di Napoli. Fu infatti scelto come sede per la proclamazione della Repubblica Partenopea nel 1799, soffocata nel sangue, l’ultimo grande evento che rese il Maschio Angioino protagonista di Napoli. Tra le sale da visitare all’interno del Castello c’è la Sala dei Baroni, dove nel 1486 ebbe luogo la celebre congiura contro Ferdinando I d’Aragona, figlio di Alfonso, da parte di alcuni nobili. Il re, superate le ostilità, invito tutti i baroni al castello con la scusa della festa di nozze della nipote. Ma i baroni, dopo essere stati accolti, furono arrestati e messi a morte.

La Cappella Palatina, invece, è l’unica testimonianza del castello medievale angioino, i cui interni furono affrescati da Giotto con il ciclo delle Storie del Vecchio e Nuovo Testamento, di cui restano soltanto alcuni decori. Nelle Prigioni, situate nei sotterranei del castello, si trovano la Fossa del Coccodrillo e la prigione dei Baroni.

Attualmente il Maschio Angioino è sede permanente del Museo Civico, un percorso museale attraverso le sculture e dipinti del barocco, del rinascimento e dell’Ottocento napoletano, ed ospita mostre ed esposizioni temporanee. Sul lato sinistro del castello, guardando di fronte l’imponente ingresso allo stesso attraverso l’Arco di Trionfo di Alfonso d’Aragona, è ancora oggi possibile notare l’imponente muro del Castello scheggiato da una palla di cannone, che riuscì solo a scalfire le possenti mura dello stesso. L’enorme fossato che è possibile ammirare dall’alto del ponte levatoio ( oggi scomparso) era completamente circondato dal mare che evidentemente arrivava fino all’attuale piazza Municipio. Per questo motivo le prigioni molto umide non lasciavano via di scampo agli sfortunati prigionieri. Decine di questi hanno trovato la morte in queste imponenti mura che alla sola vista trasmettono un inquietudine che ogni visitatore dovrebbe provare e mai dimenticare. Alle spalle del Castello, su una ampia terrazza, si gode di una vista fantastica sul Golfo di Napoli, che regala al visitatore attento la più classica delle vedute partenopee, quella del Vesuvio.

Orari di apertura

Aperto dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00; la biglietteria chiude un’ora prima
Domenica: ingresso gratuito per visitare il cortile, la Cappella Palatina, la Sala dei Baroni, la Sala dell’Armeria e la Sala della Loggia

Prezzo dei biglietti

  • Intero: 6 euro
    • Ridotto con Artecard: 3 euro
    • Gratuito per guovani dell’UE sotto i 18 anni

Come arrivare

In auto
dall’autostrada, tangenziale, uscita Centro – Porto, percorrere Via Marina fino a Piazza Municipio

In aereo
dall’aeroporto prendere l’Alibus e scendere a piazza Municipio

In treno
dalla stazione ferroviaria di Piazza Garibaldi prendere la metropolitana Linea 1 da Garibaldi, direzione Piscinola, e scendere alla fermata Toledo. Oppure da piazza Garibaldi prendere autobus R2 fino a piazza Municipio

In metropolitana
Linea 1 fermata Municipio

In autobus
da piazza Garibaldi R2 fino a piazza Municipio
da piazza Vittoria tram 1 fino a piazza Municipio

In funicolare
da piazza Fuga (Vomero) Funicolare Centrale fino alla fermata Augusteo. Proseguire a piedi fino a piazza Municipio (7 minuti)

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