Malaria: Due nuovi casi a Napoli. Facciamo chiarezza.

0
3700
Condividi articolo:

Dopo il caso della bambina di Brescia a Napoli due fratellini ricoverati per malaria. Ma come si trasmette questa malattia?

di Chantal Collaro  Dopo la bambina di Brescia morta per Malaria arriva la conferma di due casi a Napoli. I bambini di 7 e 9 anni, di origini nigeriane residenti nel casertano, sono stati ricoverati al Reparto delle malattie infettive pediatriche della Federico II di Napoli, per la stessa terribile malattia. I due casi, diffusi nei media a poche ore di distanza, hanno legittimamente creato un sentimento di panico e di inquietudine tra la popolazione, soprattutto tra i genitori che dovranno fra pochi giorni condurre i loro figli a scuola sfidando la paura della contaminazione. L’ultimo bollettino dei medici è rassicurante: “I bambini rispondono bene alla terapia somministrata tempestivamente”. In un tale contesto, appare opportuno fare una breve presentazione della malattia e delle sue modalità di contagio. La malaria è una malattia provocata da un parassita facendo parte della categoria plasmodim e viene trasmessa all’uomo dalle zanzare di tipo anopheles. Nel mondo, esistono più di 60 specie di zanzare anopheles. In Italia, ce ne sono solo tre tra cui l’anopheles labranchiae, la più diffusa. Nella penisola, la malattia essendo stata eliminata, non esistono più i parassiti plasmodi. La malaria si contrae in seguito alla puntura della femmina della zanzara dopo che questa a sua volta è stata infettata succhiando il sangue di un soggetto malato. È importante ribadire che la malattia non si trasmette per contatto umano diretto ma solo attraverso le zanzare. La contaminazione di persona a persona si può verificare nel caso di tossicodipendenti tramite lo scambio di siringa da un soggetto infetto da malaria a un altro soggetto sano. Oppure in seguito ad una trasfusione di sangue proveniente da soggetti malati. Tuttavia, in Italia sono automaticamente esclusi dalla donazione, le persone che hanno soggiornato in zone malariche. Infine, c’è la malaria aeroportuale che colpisce le persone residenti nelle vicinanze di un aeroporto. La zanzare anopheles arriva in questo caso con i container e le valigie. Fortunatamente, la zanzara vive poco e non si sposta molto, pungendo solo soggetti che si trovano presso dell’aeroporto. Una volta punti dalla zanzara infetta, il parassita raggiunge il fegato attraverso il sangue dove si riproduce velocemente nelle cellule epatiche. Alcuni parassiti possono essere dormienti nel fegato ed attivarsi a distanza di anni dall’infezione. I parassiti passano nei flussi sanguini e penetrano nei globuli rossi dove si riproducono. La perdita dei globuli rossi causano una riduzione dell’ossigenazione degli organi che vengono danneggiati gravemente causando la morte. Il primario di malattie infettive pediatriche della Federico II, il Dottor Alfredo Guarino, ha dichiarato alla stampa : «bisogna ormai farci i conti. Con il flusso costante di persone che vengono da aree a rischio non si può pensare che il problema non ci riguardi». Tuttavia, il primario ha voluto attirare l’attenzione su un dato molto più allarmante. Il Dottor Guarino ha infatti tenuto a sottolineare che il vero pericolo in Italia non è la malaria, ma la tubercolosi. I casi nel suo reparto, ha assicurato ieri, sono stati più numerosi che negli trent’anni precedenti. Il primario ha concluso: « In Francia tutti si vaccinano contro la tubercolosi, ma in Italia una soluzione del genere non la si prende neanche in considerazione”. Parole che rilanciano il dibattito sulle vaccinazioni obbligatorie nell’ambito scolastico e sulla dichiarazione della ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, “Senza vaccini non si entra”.

Condividi articolo: