Ligabue condivide il suo “momento speciale” su Facebook

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Ligabue ha postato sui suoi social un frammento di “A Modo Tuo”, brano amatissimo dai fan, cantato durante le recenti tappe milanesi del suo tour.

Un momento particolarmente speciale dai concerti di Milano di venerdì e sabato“, così Ligabue su Facebook ha presentato la performance di “A modo tuo“, che Luciano aveva scritto inizialmente per il disco “L’anima vola” di Elisa e che nel 2015 era uscita come singolo del suo album dal vivo “Giro del mondo“. Un Ligabue particolarmente ispirato e in forma l’ha dedicata al pubblico milanese. ligabueLigabue ha scritto “A modo tuo” come dedica a sua figlia Linda, e sono stati molti i fan di Liga che l’hanno a loro volta dedicata ai propri figli. “Spero che sia in scaletta anche a Torino così sicuramente la nostra bimba la sentirà dal vivo nella mia pancia“, ha scritto una sua fan su Facebook, e un’altra ha commentato: “A modo tuo è come ‘Urlando contro il cielo’. Non dovrebbe mai mancare ai tuoi concerti“. Prosegue il suo tour con la prossima tappa a Roma. Ligabue non si è mai distinto per melodie esagerate nelle sue canzoni, ma il suo modo di approcciarle è meno libero del solito. Nei brevi interventi parlati, che sono quattro scarsi in tutta la serata, il Liga sembra andarci ancora più cauto. Si avverte e si vede dalle sue espressioni nei maxischermi la paura di strafare con la voce: è più misurato, forse lungimirante in vista delle numerose date del Made In Italy Tour, e controlla attentamente il suo tradizionale timbro vocale.  La scaletta è quella che Liga ha fissato per queste date di recupero del tour: i brani nuovi e vecchi sono rimescolati per spaziare nell’abbondante discografia di Ligabue. C’è tanto spazio per gli ultimi quindici anni, vedi Happy hour, e per il disco che dà il nome al tour. Merita una menzione la versione efficace di G come giunglache riporta il Liga nei territori del rock’n’roll al Lambrusco che gli sono più consoni, col pubblico particolarmente coinvolto nel ritornello. La lunga coda di batteria è il gancio perfetto per Quella che non sei, dove platea e spalti danno sfoggio di cori. Per fortuna, nella sua prudenza, Ligabue non dimentica lo zoccolo duro del pubblico che è invecchiato insieme a lui, nonostante la stragrande maggioranza sia composta da ventenni esaltati. I suoi classici non mancano certo: Ho messo via è un coro unico del Palalottomatica, tesa e ancora oggi struggente di poetica da Pianura Padana simil New Jersey che ha ispirato i primi anni di carriera del Liga. I ragazzi sono in giro fa alzare sugli spalti anche i più seriosi ed è bello vedere sul maxischermo alle spalle dei musicisti i loro volti in split screen, mentre si scambiano occhiate d’intesa. Piccola stella senza cielo, forse una delle canzoni più note e riconoscibili di Ligabue, diventa l’inno delle centinaia di fan accorsi, soprattutto dopo l’inattesa Eri bellissima in scaletta.

Le sorprese in scaletta però non mancano, come l’inattesa Marlon Brando è sempre lui direttamente dal primissimo album in studio del Liga che risale al 1990, che offre il fianco ad un coro dinamico guidato dallo stesso Luciano. Far cantare sottovoce migliaia di persone è davvero un’impresa impossibile da portare a casa e il pubblico non si ferma, continua a ripetere il coro mentre Luciano conquista la passerella. “Datevi una calmata, dovete fare i conti con la mia età” sorride Ligabue. “Quando ho cominciato nel secolo scorso, nel millennio scorso, si usava tenere il momento acustico… e noi ve lo propiniamo” dice Ligabue accogliendo i suoi musicisti sulla punta della T. “Non mi sono divertito a farvi aspettare. Mi sento in colpa perché ho visto come sareste potuti essere, siete tanta roba, grazie mille” conclude Ligabue prima di sganciare le bombe tanto attese: Certe notti, naturalmente, e Urlando contro il cielo. Il finale è naturalmente collaudato e da manuale, ma la sensazione è che Ligabue debba ancora fare il rodaggio definitivo alle sue nuove corde vocali, magari rinnovando anche se stesso.