UE: la pirateria non danneggia le vendite dei giochi

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Secondo studio commissionato dall’Unione europea e pubblicato nel 2015, la pirateria non pregiudicherebbe le vendite. Ma la Commissione non ha mai pubblicato i risultati.

La pirateria non influenza il mercato e il ricavato delle vendite di dischi, libri, film e videogiochi. E’ quanto emerge in un nuovo studio, commissionato dalla Commissione Europea, non solo la pirateria dei videogiochi non danneggia l’industria, ma addirittura porta a un aumento delle vendite. Il rapporto che illustra i risultati della ricerca è lungo 360 pagine, ma si può riassumere così: secondo gli autori, per ogni 100 giochi scaricati illegalmente i giocatori ottengono legalmente 24 giochi in più rispetto a quanto farebbero se la pirateria non esistesse.UE: la pirateria non danneggia le vendite dei giochi La ricerca è costata ben 360mila euro, commissionata alla società olandese Ecory. Studio datato 2015, che però ha fatto arrabbiare la stessa Commissione, che infatti l’ha tenuto nascosto fino a oggi. E’ un bel colpo per iniziative come quella della BSA, che nel 2010 aveva annunciato che la pirateria del software (in cui rientra quella dei videogiochi), costa ogni anno 51 miliardi di dollari di mancati incassi e causa la sparizione di mezzo milione di posti di lavoro. È tuttavia presto per assolvere i pirati e chiedere l’eliminazione delle leggi che puniscono la copia illegale: il medesimo studio avverte che le sue conclusioni comportano un non indifferente margine d’errore del 45%, il che ne mina in modo significativo l’affidabilità statistica. Al di là di questa precisazione, gli autori continuano a sostenere che la pirateria è davvero negativa quando si considerano le vendite di film e libri, che non ha sostanzialmente alcuna incidenza sulle vendite di musica e che, per quanto riguarda i videogiochi, ha effetti anomali, come quello di spingere le vendite anziché farle crollare. UE: la pirateria non danneggia le vendite dei giochi«L’effetto positivo dei download illegali sulle vendite di giochi si può spiegare con il successo di questo settore nel trasformare chi gioca illegalmente in un utente pagante» scrivono i ricercatori. Ciò avviene perché chi usa un gioco pirata spesso viene affascinato dal gioco stesso e finisce con il pagare volentieri «per giocare con bonus extra o livelli in più». A divulgare i risultati, solo ieri, Julia Reda, europarlamentare per il Partito Pirata tedesco. «In generale, i risultati non mostrano consistenti prove statistiche dell’influenza negativa sulle vendite per infrazioni sul copyright online» è scritto nella ricerca. «Ciò non significa necessariamente che la pirateria non abbia alcun effetto, ma solo che l’analisi statistica non dimostra con sufficiente affidabilità che esista un legame». Unica eccezione, i blockbuster: «I risultati mostrano un tasso di dislocamento del 40%, il che significa che per ogni 10 film recenti scaricati illegalmente, 4 film in meno vengono visti legalmente».

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