Italia-Svezia, gli azzurri si giocano la qualificazione a Russia 2018

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Italia-Svezia, gli azzurri si giocano la qualificazione a Russia 2018

Italia-Svezia: azzurri chiamati a ribaltare l’1-0 di Solna. Jorginho titolare, ancora fuori Insigne. Gabbiadini in coppia con Immobile?

di Luigi Maria Mormone – È il giorno di Italia-Svezia, ritorno dello spareggio per la qualificazione ai mondiali di calcio di Russia 2018. Gli azzurri saranno chiamati a ribaltare l’1-0 subìto in terra svedese venerdì scorso. Lo stadio milanese di San Siro sarà riempito da 72000 spettatori, pronti a sostenere la Nazionale di Gian Piero ventura. Il CT, dopo l’a dir poco deludente prova in terra scandinava, sembra orientato a fare qualche cambio, negli interpreti ma non nel modulo di gioco da opporre alla nazionale di Andersson. Lo schieramento sarà infatti ancora il 3-5-2 tanto discusso, con una novità assoluta rispetto al solito: fuori De Rossi, dentro il napoletano Jorginho, il quale esordirà in azzurro proprio nella partita più delicata degli ultimi due anni. Se Jorginho giocherà, l’altro napoletano, Lorenzo Insigne, partirà con tutta probabilità ancora dalla panchina. La scelta di tenere fuori il calciatore italiano più talentuoso, “sacrificato” sull’altare della tattica, sta facendo discutere non poco tifosi e addetti ai lavori. Un cambio in attacco ci sarà comunque, visto che vicino ad Immobile dovrebbe giocare non il granata Belotti ma l’ex napoletano Manolo Gabbiadini. Un’altra variazione ci sarà in mediana, dove al posto dello squalificato Verratti ci sarà il romanista Alessandro Florenzi. Ricapitolando quindi, davanti a Buffon ci saranno Barzagli, Bonucci e Chiellini, a centrocampo Candreva, Florenzi, Jorginho, Parolo e Darmian, mentre la coppia d’attacco sarà formata da Immobile e Gabbiadini (già partner nell’Under 21 di Devis Mangia). Questi 11 calciatori saranno chiamati dunque a ribaltare la sconfitta dell’andata, evitando un’eliminazione che avrebbe del clamoroso e che metterebbe i vertici della FIGC di fronte quantomeno a una seria riflessione sul futuro dell’intero movimento calcistico italiano, da anni non in bilico come in questi ultimissimi giorni.