In Italia ondata di stupri e violenze: cosa sta succedendo?

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Nelle ultime settimane si sono susseguite notizie su notizie di violenze sessuali compiute ai danni di giovani donne, di anziane, da Nord a Sud. Titoli che non vorremmo mai leggere. Cosa sta succedendo?

Rimini, Milano, Lecce, Monza, Bologna e poi di nuovo Rimini, dove un marocchino di 34 anni è stato arrestato dai carabinieri due giorni fa per estorsione e stupro. La stessa città della riviera romagnola dove pochi giorni prima una ragazza polacca era stata violentata da un gruppo di quattro individui, che avevano abusato anche di una persona peruviana che li ha poi riconosciuti e identificati. Infatti è di questi giorni la notizia che tutto il branco che seminava terrore sulla spiagge di Rimini finalmente è stato arrestato. violenzeE’ un In questo scorcio di fine estate l’Italia intera è attraversata da un’ondata di stupri e violenze. Donne avvicinate con modi gentili, donne minacciate con un coltello e poi stuprate. A Monza un uomo è stato accusato di aver costretto una donna a un rapporto sessuale minacciandola con un coltello: è quanto emerso dopo il fermo, eseguito dagli investigatori, dell’autore della violenza sessuale ai danni di una diciassettenne brianzola, avvenuta l’altro ieri a Desio (Monza). Si tratterebbe di un 22enne senza fissa dimora. E ci sarebbero altri 3 denunciati per concorso allo stupro: un 23enne, un 25enne e un 27enne, anche loro marocchini, irregolari e con precedenti, tanto da essere già stati destinatari di ordini di espulsione dall’Italia. Poi Milano, dove una donna di 80 anni ha denunciato di essere stata violentata, sempre due giorni fa, al Parco Nord. L’anziana è stata soccorsa e ricoverata in stato di forte shock. E il bilancio delle violenze non è finito. A Bologna un pakistano di 28 anni, senza fissa dimora e disoccupato, è stato arrestato per tentata violenza sessuale dai carabinieri del Nucleo Radiomobile. E’ stato un automobilista, la scorsa notte, a chiamare il 112 segnalando che, alla periferia della città, aveva visto, nelle vicinanze di una siepe, un uomo di pelle scura e con barba nera e incolta che stava schiaffeggiando una donna disperata e bloccata a terra. Infine un 27enne di Latina è stato arrestato a Taviano in provincia di Lecce, nell’ambito delle indagini su una presunta violenza sessuale ad una turista di 19 anni, in un villaggio vacanze. L’episodio sarebbe avvenuto all’alba del 30 agosto, dopo che entrambi i giovani avevano trascorso la notte in discoteca. La 19enne ha raccontato l’accaduto ad alcuni amici, che si sono messi alla ricerca del responsabile, trovandolo poco dopo. Solo l’intervento dei carabinieri ha evitato il linciaggio. Prevaricazione, annullamento dell’altro, sopraffazione, dominio, totale controllo, abuso: parole che, come lame, tagliano l’anima di chi subisce una violenza così efferata come lo stupro, un fenomeno che, probabilmente, ha dimensioni più ampie di quelle emerse in quest’ultimo periodo. L’Istat ha evidenziato che solo il 7 per cento degli stupri viene denunciato. Spesso, le vittime hanno paura e, in molti casi, il fatto si verifica in famiglia. Si tratta di violenze che avvengono per opera del partner o comunque di una persona conosciuta e questo fenomeno resta in gran parte sommerso. Ancora meno si sa degli stupri di immigrati a danno di donne loro connazionali. Ma anche stando all’ufficialità dei dati c’è da preoccuparsi: circa 11 stupri al giorno, più di 4mila ogni anno.  I dati forniti dal Viminale mettono in evidenza che nel primo semestre del 2017 nel nostro Paese sono avvenute 2.333 violenze carnali, a fronte delle 2.345 dello stesso periodo 2016, un calo inconsistente. Le persone arrestate o semplicemente denunciate nei primi sette mesi di quest’anno sarebbero state 2.438. Tra questi 1.534 italiani e 904 stranieri. Certo andrebbe valutata l’incidenza percentuale di questi numeri, così come la nazionalità di chi si macchia di questo orrendo crimine, ma solo per aiutare il lavoro degli investigatori. Le strumentalizzazioni razziste di questi eventi non servono a nessuno e, soprattutto, non aiutano ad individuare quelle soluzioni che consentano di fare un’adeguata prevenzione, sia in termini legislativi che giudiziari e culturali, perché non sia l’illusione dell’impunità ad alimentare la catena di questi orrori. Che ad intervenire sia la scuola, i mezzi di informazione o coloro che hanno a che fare con l’educazione degli italiani, degli immigrati e soprattutto dei minorenni, è necessario fare in modo che nessuna giovane, anziana, straniera, debba temere violenza sessuale.