Istat: I nuovi poveri, un fenomeno sociale in crescita

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Secondo l’Istat, quattro milioni e 598mila italiani vivono in condizioni di povertà assoluta. Nel Mezzogiorno, quasi quattro famiglie su dieci sfiorano la soglia di povertà.

istatdi Chantal Collaro – Da una ricerca dell’Istat, la causa è l’alta percentuale di disoccupazione che colpisce le fasce più deboli: giovani, over 50 e pensionati. Ma c’è anche il basso tasso di attività della popolazione femminile e la crisi economica che perdura. Le regioni più duramente colpite sono quelle del Sud. La situazione ha peggiorato la vulnerabilità sociale delle fasce dette a rischio generando “nuove povertà” e nuovi “scenari” sociali. Nella metrò si notano ultracinquantenni ma anche giovani, che si arrangiano facendo gli ambulanti. Tentano, l’aria imbarazzata, di darci fazzoletti, accendini, matite o altro ancora, contro una monetina. Si confondono nella massa dei viaggiatori. E’ l’unico espediente che hanno trovato per parare alle risorse insufficienti della famiglia. Un fenomeno in crescita quello della povertà che colpisce maggiormente il Sud della penisola. La Regione Campania a gennaio 2016, il nuovo Piano Sociale Regionale (PSR) 2016-2018. istatL’obiettivo è di avviare nuove strategie e mezzi opportuni per contrastare la povertà e le nuove forme di povertà. Il comune di Napoli in tale contesto, ha messo in atto la misura denominata “Sostegno per l’inclusione attiva” (SIA). I cittadini interessati possono presentare le domande per beneficiarne presso i CAF convenzionati il cui elenco è disponibile sul sito web istituzionale. E anche presso gli URP Municipali, i Centri di Servizio Sociale territoriale e la Centrale Operativa Sociale telefonando al n. 081/5627027. Non c’è nessuna scadenza per la presentazione delle domande. Dall’inizio dell’anno 2017, otto sessioni sono state programmate per selezionare i beneficiari. L’ultima è stata resa il 11 del mese scorso di luglio. Tuttavia questo dispositivo prenderà fine inizio 2018. Lo Stato italiano ha previsto a partire da gennaio 2018, al fine di sostituire il SIA e l’assegno di disoccupazione (ASDI) arrivato a termine, un nuovo strumento di sostegno alla povertà il ReI: il reddito di inclusione. Potrà richiederlo soltanto chi possiede determinati requisiti ISEE. Un reddito sotto i 6mila euro e un patrimonio immobiliare inferiore ai 20mila euro. La priorità verrà data ai nuclei “con almeno un figlio minorenne o con disabilità anche se maggiorenne, a quelli con una donna in stato di gravidanza o un over50 in disoccupazione”. Per i pensionati invece, c’è sempre l’assegno sociale che non ha alcun limite di durata. Gli ultra65enne in condizione di estremo bisogno, possono richiedere la Social Card e infine, l’integrazione al trattamento minimo , cioè la garanzia di una pensione non inferiore a circa 502 euro al mese. I pensionati possono anche, su determinate condizioni, usufruire delle maggiorazioni sociali. Esse consentono di ottenere un reddito pensionistico non inferiore a 638 euro al mese al raggiungimento dei 70 anni.