Il tritacarne, il nuovo racconto di Alessandro Ridosso

672
Il tritacarne, il nuovo racconto di Alessandro Ridosso

Alessandro Ridosso ha scritto Il tritacarne (ed. La Bottega delle parole), un racconto sul difficile cammino verso l’ispirazione letteraria.

di Luigi Maria Mormone Il tritacarne è il nuovo racconto dello scrittore Alessandro Ridosso, edito da La Bottega delle parole (costo 2 euro), una piccola storia che ci mostra come il viaggio verso l’ispirazione letteraria sia un percorso tutt’altro che facile ma nello stesso tempo pieno di coraggio. Il racconto del 35enne autore stabiese, già presentato durante Ricomincio dai libri (la fiera tenutasi quest’anno nel Centro Storico di Napoli) fa parte di un nuovo progetto editoriale de La Bottega delle parole (con cui Ridosso è alla sua seconda pubblicazione, dopo l’avvincente noir in e-book “Un caffè amaro”). Il tritacarne rappresenta infatti il secondo capitolo della collana Racconti in viaggio, fortemente voluta dalla giovane editrice Miryam Gison e dalla sua squadra piena di entusiasmo, in cui anche altri giovani autori affronteranno il tema del viaggio sotto diverse sfumature (come già fatto anche dal cantautore Francesco Amoruso con la raccolta Mangiando il fegato di Bukowski a Posillipo, in attesa degli altri racconti di prossima pubblicazione). E dire che Il tritacarne era stato originariamente concepito come un horror, il cui titolo è rimasto lo stesso pur con un cambio di genere: “L’idea iniziale –ha dichiarato Alessandro Ridosso- era quella di raccontare una storia horror. Successivamente, benché abbia deciso di cambiare genere, il titolo è rimasto lo stesso, perché il tritacarne, essendo un oggetto della nostra rappresentazione, sta a indicare un ponte tra il mondo del protagonista e la realtà, quindi qualsiasi altro oggetto avrebbe potuto rappresentare tale collegamento”. Il cammino di questo racconto è dunque quello verso l’agognata ispirazione letteraria, “un viaggio verso l’ispirazione che implica il superamento della paura della libertà”, come sottolinea ancora lo stesso autore. Il protagonista Alberto è infatti un impiegato dalla vita coniugale infelice, desideroso di coronare il suo sogno: scrivere un romanzo. Il viaggio verso la meta tanto desiderata, fatto senza alcun tipo di sostegno (non solo di tipo materiale ma anche morale), si rivela irto di difficoltà e incertezze. Nel suo cammino verso la grande bellezza, Alberto è dunque attanagliato da legittimi dubbi e dalla paura, tipica degli aspiranti romanzieri, dei giudizi altrui. La domanda che spesso ricorre nella sua mente appare semplice, anche se poi la risposta è nel profondo tanto complessa: come posso essere originale?. L’attesa di una svolta “letteraria” potrebbe significare per Alberto anche l’arrivo della svolta per la vita, un po’ come accade a quelle persone che sono alla ricerca della propria strada nei momenti d’incertezza.