Federazione Alzheimer Italia a “Una Radio per un Aiuto”

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Federazione Alzheimer Italia a “Una Radio per un Aiuto”
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Tra i temi trattati nella scorsa puntata a “Una radio per un aiuto” oggi vi segnaliamo l’iniziativa della Federazione Alzheimer Italia e spieghiamo la patologia.

Federazione Alzheimer Italia a “Una Radio per un Aiuto”di Dora Millaci – Tra questi abbiamo pensato di parlare in maniera più approfondita di Federazione Alzheimer Italia e della patologia.

Di preciso che cos’è l’alzheimer?

La malattia prende nome dal neurologo tedesco Alois Alzheimer che ne descrisse i sintomi nel 1907 per la prima volta, colpisce circa il 5% della popolazione sopra i 60 anni e si manifesta inizialmente con una progressiva amnesia, prima sulle piccole cose, fino ad arrivare a non riconoscere nemmeno i familiari e ad avere bisogno di aiuto anche per le attività quotidiane più semplici. È pertanto la forma più comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante.

Il sintomo precoce più frequente è la difficoltà nel ricordare eventi recenti. Con l’avanzare dell’età possiamo avere sintomi come: afasia, disorientamento, cambiamenti repentini di umore, depressione, incapacità di prendersi cura di sé, problemi nel comportamento. Ciò porta il soggetto inevitabilmente a isolarsi nei confronti della società e della famiglia. A poco a poco, le capacità mentali basilari vengono perse. Purtroppo ad oggi la causa e la progressione della malattia di Alzheimer non sono ancora ben compresi.

A livello prettamente medico, l’unico modo per avere una diagnosi certa di demenza di Alzheimer è l’identificazione delle placche amiloidi nel tessuto cerebrale, possibile solo con l’autopsia dopo la morte del paziente. Durante il decorso della malattia, quindi, i medici possono fare solo una diagnosi di Alzheimer ‘probabile’, avvalendosi di alcuni test neuropsicologici per misurare la memoria, la capacità di risolvere problemi, il grado di attenzione, la capacità di contare e di dialogare. Spesso i sintomi iniziali sono  scambiati per normale invecchiamento. Il decorso clinico della malattia di Alzheimer è in parte specifico per ogni individuo,anche se la patologia causa diversi sintomi comuni a tutti. Anche la velocità di progressione può variare e lo stesso per l’aspettativa media di vita dopo la diagnosi.

Esitono cure o terapie?

Purtroppo non esistono farmaci in grado di fermare e far regredire la malattia e tutti i trattamenti disponibili puntano a contenerne i sintomi. Per i pazienti dove la malattia è in uno stadio lieve o moderato, vengono usati farmaci come tacrina, donepezil, rivastigmina e galantamina che possono aiutare a limitare l’aggravarsi dei sintomi per alcuni mesi. Sono tutti principi attivi che funzionano come inibitori dell’acetilcolinesterasi, l’enzima che distrugge l’acetilcolina, il neurotrasmettitore carente nel cervello dei malati di Alzheimer. Nella terapia farmacologica vengono poi associati altri farmaci per aiutare a contenere i problemi di insonnia, di ansietà e di depressione.

Nel panorama italiano troviamo la Federazione Alzheimer Italia, che è la maggiore organizzazione nazionale di volontariato senza fini di lucro dedicata alla promozione della ricerca medica e scientifica sulle cause, sulla cura e sull’assistenza per la malattia di Alzheimer, al supporto e al sostegno dei malati e dei loro familiari, alla tutela dei loro diritti in sede sia legislativa sia amministrativa. La federazione opera a due livelli: in sede nazionale e in sede internazionale. Inoltre riunisce e coordina 46 associazioni che si occupano della malattia.

Tra i vari servizi forniti dalla Fondazione molto utile è Pronto Alzheimer. Una linea telefonica di sostegno nata nel 1993 attiva tutti i giorni per i familiari, operatori, malati e volontari. Si fanno consulenze gratuite di vario genere e si cerca di aiutare e sostenere chi è affetto dalla patologia ma anche coloro che gli stanno accanto nella vita quotidiana.

Il numero di Pronto Alzheimer è: 02 – 80 97 67

Invece per ulteriori informazioni, consultate il sito: www.alzheimer.it

La Lega del Filo d’Oro cerca volontari

Federazione Alzheimer Italia a “Una Radio per un Aiuto”Chi non conosce quest’associazione? È nata 50 anni fa o meglio nel 1964, grazie alla signora Sabina Santilli, sordocieca dall’infanzia, che con l’aiuto di un gruppo di volontari, la fonda ad Osimo. Iniziano così le prime attività dell’Associazione, il cui nome è un riferimento al “filo prezioso che unisce le persone sordocieche con il mondo esterno”. Il 1974 è un anno importante per la Lega del Filo d’Oro, che viene riconosciuta, dal Ministero della Sanità,”Istituto di Riabilitazione”. Più avanti, esattamente nel 1987 
nasce a Milano la prima sede territoriale, allo scopo di offrire assistenza di base alle persone sordocieche e alle loro famiglie e gestire i rapporti con il territorio.

Qual è la loro missione?

Assistere, educare, riabilitare e reinserire nella famiglia e nella società le persone sordocieche e pruriminorate psicosensoriali. Con un impegno costante attuato attraverso:

  • La creazione di strutture specializzate;
  • La formazione di operatori qualificati;
  • Lo svolgimento di attività di ricerca e sperimentazione nel campo della sordocecità e della pluriminorazione psicosensoriale;
  • La promozione di rapporti con enti, istituti, università italiane e straniere;
  • La sensibilizzazione degli organismi competenti e dell’opinione pubblica nei confronti di questo tipo di disabilità.

A febbraio iniziano i corsi di formazione per diventari volontari aperti a tutti coloro che vogliono regalare un sorriso a chi non vede e non sente. Bastano solo poche ore a settimana o una settimana all’anno in occasione dei soggiorni estivi.

Per maggiori informazioni contattate i numeri: 071- 71 34 085 oppure

338- 78 03 093 o andate sul sito: www.legadelfilodoro.it

Per ascoltare gli altri temi trattati nella puntata, collegarsi al link:

http://www.spreaker.com/user/dora

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