Endometriosi: Vincenzo De Luca annuncia una legge regionale

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Castel dell’Ovo, Endometriosis 2017: il congresso internazionale di chirurgia ginecologica sull’endometriosi, una delle principali cause di infertilità femminile. 

Una legge regionale in favore delle giovani donne colpite dall’endometriosi. È quanto annunciato sabato 16 settembre dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca agli oltre mille chirurghi ginecologi presenti al congresso internazionale Endometriosis2017, organizzato a Castel dell’Ovo dal presidente della Società italiana di endoscopia ginecologica Mario Malzoni, Direttore del Centro di Chirurgia Pelvica Avanzata presso la Casa di Cura Malzoni (Avellino) e presidente in carica della Società Italiana di Endoscopia Ginecologica (SEGi). Sono stati tre giorni di full immersion: per la prima volta infatti il castello, uno dei simboli della città, ha ospitato un congresso scientifico con supporti altamente tecnologici e sofisticati. Trasmissioni audio e video in diretta dalla clinica Ruesch,  proiezioni in 3D e dibattiti interattivi realizzati grazie ad un sofisticato sistema intranet e che hanno reso questo congresso un evento unico nel suo genere. Quella dell’endometriosi – ha spiegato infatti De Luca – è una patologia importante che è già stata inserita nei livelli essenziali di assistenza a livello nazionale, il che significa che siamo tutti chiamati ad uno sforzo enorme in relazione all’individuazione ed al trattamento della patologia. Siamo in forte ritardo – ha aggiunto – ma la mia idea è di approvare anche una legge regionale sull’endometriosi: negli anni passati sono già stati depositati dei progetti da cui possiamo partire per assicurare alle donne colpite la possibilità di essere seguite da centri specializzati che abbiano già maturato un’esperienza in questo campo, con cui collaboreremo, sia per quanto concerne la prevenzione che per quanto riguarda l’individuazione ed il trattamento con chirurgia endoscopica e mininvasiva. E poi, una grande campagna di comunicazione per garantire una maggiore e migliore informazione”.
L’Endometroisi rappresenta un argomento di particolare  attualità se si considera la prevalenza  attuale della patologia endometriosica, attualmente stimata in circa 176 milioni di donne nel mondo; colpisce infatti fino al  17% delle donne in età riproduttiva e la prevalenza sale al 47% nelle pazienti con problematiche di infertilità.
Parlare di endometriosi è fondamentale: purtroppo l’insufficiente conoscenza dell’argomento, da parte delle donne da un lato e della comunità medica dall’altro si correla ancora oggi con un ritardo diagnostico medio  di  circa 9 anni dall’insorgenza dei sintomi , e questo non solo nello scenario italiano ma internazionale .
Considerando la cronicità della patologia, ne derivano conseguenze talora drammatiche sulla qualità di vita della donna con inevitabili risvolti sul piano personale, lavorativo e sociale: si stima infatti un impatto negativo fino al 45-48% sulle relazioni familiari e sociali, fino al 71% sulle dinamiche di coppia, fino al 13% in termini di assenteismo dal lavoro e fino al 64% in termini di improduttività lavorativa. Non sorprende  dunque anche l’incremento dell’incidenza di disturbi reattivi del tono dell’umore nelle pazienti affette dalle forme più severe di tale condizione .
L’aspetto più grave è che una scarsa conoscenza del fenomeno può spesso indirizzare a diagnosi fuorvianti, con conseguenti trattamenti errati, quando non addirittura  ad etichettare le pazienti come esclusivamente affette da disturbi di carattere psicogeno.
Attualmente non è possibile effettuare una vera e completa  attività di prevenzione nei confronti della patologia, ma di certo ci sono gli strumenti per una diagnosi precoce e per l’attuazione dunque di terapie idonee atte quantomeno a ridurne l’impatto potenzialmente devastante. “È importante – ha sottolineato Mario Manzoni – che il governatore Vincenzo De Luca sia al nostro fianco: l’endometriosi è una delle prime cause di infertilità femminile, ma molto spesso non è diagnosticata e quindi si perde del tempo importante anche nella terapia, con tutto ciò che ne consegue per il soggetto colpito. È fondamentale anche far capire alle pazienti che bisogna rivolgersi a specialisti che abbiano maturato una lunga e comprovata esperienza in questo campo, perché si tratta di una patologia che non viene immediatamente riscontrata nel corso di una visita ginecologica di routine. Per questo è importante creare una rete di specialisti, che possano rappresentare un riferimento certo per la paziente.

 

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