Da Eduardo a Magritte sul filo del surrealismo

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Da Eduardo Milionario a Magritte sul filo del surrealismo

Nuovo Teatro Sanità, il segreto di Eduardo Milionario, la messinscena dedicata al maggiore dei De Filippo.

NapoliIl segreto di Eduardo Milionario, la messinscena dedicata al maggiore dei De Filippo ed immaginata da Antonio De Rosa, probabilmente, sta tutto nella scelta dell’autore e regista di fare apparire in un angolo della scena la “reincarnazione” di quei due famosi amanti di René Magritte. E’ proprio ricorrendo all’essenza della celebre opera più vicina al sogno che alla realtà, che De Rosa, compie un gesto drammaturgico capace di affondare deciso in quello stesso surrealismo del pittore belga teso ad un automatismo psichico puro. Ossia, teso alla voglia di esprimere il funzionamento reale del pensiero in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione ed al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale. Ed è proprio partendo dalla morale di un dipinto che fa valere la passione a dispetto di una totale mancanza di dialogo, che il lavoro visto in prima assoluta nel Nuovo Teatro Sanità, riesce a portare in scena e nella realtà, tutto quell’inconscio che normalmente affiora soltanto nei sogni. Associando insieme pensieri, poesie, canzoni e immagini senza alcun freno inibitore e rileggendo a modo suo i più famosi passi delle commedie di Eduardo De Filippo, Antonio De Rosa, ad oltre trent’anni anni dalla morte del commediografo ed attore, nel riconoscere in lui un autore universale, rimette in funzione, analizzandolo, un congegno straordinariamente perfetto nella struttura drammaturgica, nell’umorismo e nel ritmo narrativo. Dall’esame scaturito dalla scrittura di “Eduardo Milionario”, grazie ai temerari squarci aperti su testi come: “Mia famiglia”, “Sabato, Domenica e Lunedì”, “Napoli milionaria”, “Natale in casa Cupiello”, “Le voci di dentro” e “Uomo e Galantuomo”, De Rosa, ripropone tutto l’acume di chi, sempre belligerante nei confronti della società, è riuscito a superare il concetto del tempo. Tant’è che i personaggi, reali e rievocati, interpretati dagli abili Massimo Masiello e Matteo Mauriello in compagnia con Marianita Carfora, Laura Pagliara e Valeria Fralliccirdi, grazie ad un adattamento coraggioso e indagatore, sulla scia delle musiche di Antonio Sinagra e delle elaborazioni musicali di Antonio Gillo, proiettano tra il publico i riverberi di drammi e desideri contemporanei pronti a mutarsi in un simbolo di  rigenerazione. Ecco perchè alla fine, tra i dolori, le miserie umane ed i colori di una vita costantemente di fronte alla morte, a sovrastare il tutto sono l’eterna speranza di un domani migliore e quel sentimento da sempre contrapposto all’intelletto ed alla ragione, chiamato amore.