Economia italiana nel 2018, i problemi ed i rischi da affrontare

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Tra i rischi ed i problemi economici del 2018, c’è quello relativo alle banche chiamate a dover continuare a gestire una montagna di crediti deteriorati, i cosiddetti NPL – Non Performing Loans.

Nel 2017 l’economia italiana ha fatto registrare segnali di timida ripresa che, si spera, si rafforzino ulteriormente nel corso del 2018. L’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), in particolare, nell’anno appena trascorso ha rilevato non solo la crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL), ma anche la ripresa dell’occupazione sebbene in un contesto caratterizzato dal boom della contrattazione a tempo determinato.

Inoltre, quello che ci siamo lasciati alle spalle è stato un anno positivo pure per Piazza Affari e per le criptovalute tra chi continua a comprare Ethereum con Paypal , e chi invece continua a puntare sul Bitcoin nonostante la volatilità ed i rischi sulle monete virtuali siano comunque elevati.

I rischi politici in vista delle elezioni del 4 marzo

Ci sono inoltre problemi e rischi da affrontare anche nel 2018 per l’Italia a partire da quelli che sono legati alla politica visto che il 4 marzo ci saranno le elezioni, e dato che non è detto che a conclusione del voto ci sarà un partito o una coalizione di forze tale da poter avere in Parlamento la maggioranza per governare.

Gli italiani, tra l’altro, andranno a votare dopo la fine di una legislatura nel corso della quale la politica non è che abbia dato il buon esempio nel rispettare le decisioni degli italiani alle urne tra governi che sono caduti, o che sono stati sfiduciati, e parlamentari che hanno cambiato casacca. Con maggioranze in Parlamento spesso discutibili, e spesso pure letteralmente inventate, negli ultimi cinque anni ci sono stati non a caso ben tre primi ministri, da Letta a Gentiloni e passando per il Governo con a capo Matteo Renzi.

Italia: i rischi ed i problemi economici da affrontare, dal debito pubblico alle banche

Tra i rischi ed i problemi economici da affrontare nel corso del 2018, oltre all’annosa questione relativa all’elevato debito pubblico, c’è quello relativo alle banche visto che, sebbene siano in discesa, gli istituti di credito saranno chiamati a dover continuare a gestire una montagna di crediti deteriorati, i cosiddetti NPL – Non Performing Loans. Sotto i riflettori, in particolare, ci sono alcuni istituti di credito di medie e piccole dimensioni che dovranno con ogni probabilità avviare operazioni di capitalizzazione oppure puntare su operazioni di fusione e di aggregazione.

Un altro fronte caldo, inoltre, è rappresentato dalla lotta alla povertà visto che ampie aree del nostro Paese non hanno ancora intercettato a pieno la ripresa. Il Governo uscente, quello guidato dal Premier Paolo Gentiloni, ha completato l’iter per l’istituzione del cosiddetto Reddito di Inclusione, ma trattasi di una misura i cui effetti positivi o negativi si conosceranno solo tra qualche mese.

La conferma che quello relativo alla povertà in Italia sia un grosso problema che va risolto arriva proprio dal REI visto che, in appena un mese dall’apertura dei termini di presentazione delle domande, dall’1 dicembre del 2017 al 2 gennaio del 2018, all’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps) sono complessivamente arrivate dai comuni quasi 76 mila domande per il Reddito di Inclusione.

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