Consip, la crisi colpisce soprattutto il Sud

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Consip: nel 2017 è mancato l’apporto del Meridione nella centralizzazione degli acquisti della Pubblica Amministrazione.

di Luigi Maria Mormone – Le recenti cronache giudiziarie hanno messo in primo piano la Consip. Il nuovo AD Cristiano Cannarsa è chiamato a gestire le pressioni della politica per superare il modello dei maxiappalti, che sono alla base dell’inchiesta della magistratura (prima napoletana, poi romana) sulla mega commessa da 2,7 miliardi di euro Facility Management 4. L’inchiesta si è rivelata un vero e proprio boomerang, perché ha di fatto rallentato le attività della centrale di acquisti della pubblica amministrazione. Come riportato da “Il Mattino”, nel 2017 il valore delle gare bandite da Consip ha sfiorato i 6,7 miliardi di euro contro i cinque del 2016. Tuttavia, il numero di quelle aperte sarebbe pari a 81, mentre quelle assegnate (69) hanno avuto un importo di 3,1 miliardi. La spesa presidiata dell’anno appena trascorso è stata di 47 miliardi di euro contro i 38,8 dello scorso anno, “l’intermediato” (valore degli acquisti effettuati attraverso gli strumenti Consip, tra cui Convenzioni, Accordi quadro, Mercato elettronico, Sistema dinamico di acquisto della PA, gare su delega) ha toccato i 9 miliardi contro gli 8,2 del 2016. Confermato invece il livello di risparmio, per un totale di tre miliardi di euro.Consip, la crisi colpisce soprattutto il Sud È tuttavia importante sottolineare come nelle attività Consip del 2017 sia mancata di fatto una voce importante, visto lo scarso apporto del Meridione nella centralizzazione degli acquisti della Pubblica Amministrazione. Tutt’altri numeri si registrano al Nord. Basti pensare ai dati della Lombardia: l’importo totale delle offerte è stato di oltre 4 miliardi di euro, mentre i fornitori coinvolti attivamente sono stati 5000 e le pubbliche amministrazioni che hanno fatto ordini 1793. Numeri stratosferici se confrontati con quelli della Campania, seconda regione per numero di abitanti: le vendite dei fornitori superano i 200 milioni di euro, mentre quelli attivi sono stati 3385 e le Pubbliche Amministrazioni appena 693. La media è bassa anche per quanto riguarda le altre regioni meridionali, frenate secondo Consip dall’altissimo numero di contenziosi, il 35% dei quali è ancora pendente. La maggior parte dei contenziosi riguarda attività a basso impatto tecnologico, come pulizia, rifiuti e servizi energetici. E il futuro non sembra certamente roseo, visti i possibili sviluppi dell’inchiesta FM4.

 

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