Codice Antimafia, De Luca: “E’ una follia totale”

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Vincenzo De Luca all’attacco: “Il Codice Antimafia e’ una follia totale. E’ uno dei piu’ grandi regali che si fa alla mafia e alla camorra.

A 48 ore dall’approvazione non si fermano gli attacchi alla riforma del Codice Antimafia. Il motivo? Estende la disciplina della confisca dei beni anche a chi è accusato di reati contro la pubblica amministrazione. Il governatore della Campania: “I miei colleghi per evitare la contestazione si vendono e rinunciano alla propria dignità”. Equiparare un mafioso a uno stalker e’ una cosa demenziale. Gli ex giudici della Consulta Cassese e Marini: “Sarà bocciato dalla corte costituzionale”. Vincenzo De Luca: "No al Codice Antimafia" consulta“Il Codice Antimafia e’ una follia totale. E’ uno dei piu’ grandi regali che si fa alla mafia e alla camorra. Perche’ si tradurra’ in una distrazione dei magistrati dalla lotta alle mafie per dedicarli alle scartoffie, quando si parla di una trattazione prioritaria del procedimento patrimoniale. Cosi’ ingolfi le Procure per fare i sequestri”. Cosi’ il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, intervenuto a LiraTv. “L’errore di fondo – spiega De Luca – e’ l’equiparazione tra mafia camorra, ‘ndrangheta e sacra corona unita e altri reati. Equiparare un mafioso a uno stalker e’ una cosa demenziale. La mafia spara, si sostituisce allo Stato sui territori, inquina l’economia del Paese. Questa e’ la gravita’ estrema per la quale puoi prevedere anche le misure di prevenzione. Vincenzo De Luca: "No al Codice Antimafia"Lo stalker non occupa militarmente il territorio. Ma e’ tanto difficile – conclude De Luca – raddoppiare le pene per i reati di corruzione e fare i concorsi per la magistratura? Bisognerebbe dare ai magistrati il personale amministrativo. Invece, anziche’ pensare a organizzare con le risorse necessarie la giustizia, si continua a rammendare in maniera scoordinata”. Poche ore prima ad attaccare frontalmente la riforma era stato un altro personaggio noto originario di Salerno: Vincenzo Boccia. Dopo aver criticato il nuovo Codice durante la fase di approvazione parlamentare, adesso che la riforma è diventata definitiva  il numero uno di Confindustria torna all’attacco. E inasprisce i termini. “Con il nuovo Codice Antimafia si equipara l’attività degli imprenditori a quella dei delinquenti. È un errore madornale e in questo Paese ogni mattina si deve combattere con una cultura antindustriale e iperideologica che, pensando di far bene, fa in realtà molto male al Paese intero”, ha detto il presidente di viale dell’Astronomia intervenendo dalla Sardegna dove sta partecipando alla convention Euromed del Gruppo Grimaldi.