Regione Campania, rallentamenti per le pratiche di invalidità civile

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Regione Campania, rallentamenti per le pratiche di invalidità civile
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Regione Campania: la mancata sottoscrizione della nuova convenzione comporterà forti ritardi nelle pratiche di invalidità civile.

di Luigi Maria Mormone – Si profilano disagi in Campania per l’ottenimento dell’invalidità civile. Secondo quanto riportato da “Il Mattino”, c’è disaccordo tra Inps, Regione e Asl, con i cittadini che, secondo i sindacati, saranno costretti a fare avanti e indietro tra gli sportelli di Inps e Asl alla ricerca delle proprie domande. La Regione Campania, già alle prese con tanti problemi della sanità (dalla partenza a rilento dell’Ospedale del mare alle le vicende cicliche di falsa invalidità, fino alla governance dei vertici delle Asl, tutto a carico del “Governatore-Commissario” Vincenzo De Luca), non ha infatti sottoscritto la nuova convenzione CIC (Convenzione Invalidità Civile), che demanda completamente alle commissioni mediche dell’Inps le visite per l’accertamento della invalidità civile nelle province di Avellino, Caserta, Salerno e Benevento. Tale modello organizzativo fu voluto e sperimentato per la prima volta ad Avellino 5 anni fa dall’allora direttrice regionale dell’Inps Maria Grazia Sampietro, per poi venire esteso alle province di Salerno, Caserta e Benevento e preso come riferimento anche da altre venti province italiane. Napoli era sempre in procinto di adeguarsi alla procedura per dimezzare i tempi di attesa ma con l’istituzione dell’Area Metropolitana e lo sdoppiamento della direzione regionale, tutto si è arenato: ora le pratiche di invalidità civile saranno rallentate in tutte le province della Campania. Alla base della decisione di non rinnovare la convenzione, c’è la richiesta avanzata dall’Inps di vedere riconosciuto all’ente la somma di 40 euro a visita: prezzo ritenuto troppo alto dalle Asl campane, viste le enormi difficoltà finanziarie degli enti. Tale situazione di stallo avrà ripercussioni per i cittadini e soprattutto per gli anziani, che con la convenzione in atto avevano visti dimezzati i tempi delle pratiche, a tal punto che i verbali erano spediti a casa in meno di tre mesi dalla domanda.

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