Aule fredde in alcune scuole di Napoli. Sospese le lezioni

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Al Liceo Scientico A. Labriola e all’I.S. Pagano-Bernini i termosifoni sono spenti da ieri. Disagi e lezioni sospese. Gli studenti si organizzano per protestare.

di Antonella Amato – Anche a Napoli l’emergenza freddo crea problemi nelle scuole e non solo in città ma in tutta la Campania. Lunedì alcuni istituti hanno rimandato a casa i ragazzi. Per chi era già entrato i genitori sono stati chiamati per prelevare in anticipo i loro figli per riportarli a casa, dal momento che nelle aule i riscaldamenti sono fuori uso e gli studenti infreddoliti sono costretti a rimanere con giubbini, cappelli e sciarpe. Alcuni si sono ammalati. La temperatura interna all’edificio scolastico è stabilita dalla Legge 23/1996 e per garantire il regolare svolgimento delle lezioni, i gradi devono essere 20°C + 2°C e addirittura il tasso di umidità non deve superare il 45/55%. Inoltre il riferimento normativo che regola l’accensione del riscaldamento è la legge numero 10 del 9 gennaio 1991  (Dpr numero 412 del 26 agosto 1993 e successive modifiche). Nell’elenco Napoli risulta nella Zona C e i termosifoni andrebbero accesi dal 15 novembre al 31 marzo, per 10 ore al giorno.
Naturalmente sono previste eccezioni al calendario che riguardano invece la possibilità, per i Sindaci, di ampliare i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di accensione dei riscaldamenti, ma solo a fronte di comprovate esigenze. Secondo la normativa vigente, la temperatura dei riscaldamenti degli ospedali, scuole e uffici non può superare i 20 gradi, con una tolleranzadi 2 gradi in eccesso.

Domani alcune scuole si sono organizzate per protestare con un assenza di massa. I rappresentati d’istituto dell’I.S. Pagano-Bernini hanno postato sulla loro pagina di Facebook questo messaggio: “L’unione fa la forza, la scuola domani protesterà contro la mancanza del riscaldamento all’interno delle strutture, necessaria allo svolgimento delle lezioni. Pertanto ricordate che una azione corale e condivisa da tutti gli studenti potrebbe portare alla soluzione. Si è davanti a un bivio e mai come ora bisogna stare uniti. Vedremo a seguito come si soluzionerà proprio perché è nostro interesse arrivare a questo fine. Speriamo di convocare una riunione del collettivo straordinaria anche di pomeriggio se necessario . Nel frattempo bisogna capire come veramente stanno le cose, con leggi alla mano che tutelano gli studenti in merito agli impianti di riscaldamento. Che sia la provincia, l’istituto qualsiasi cosa, noi non possiamo restare indifferenti di fronte a questo disservizio. Grazie per l’attenzione”.