Al Teatro Lo Spazio “Chapeau” di Roberto Russo con Gianni De Feo

1040

Presentata la nuova stagione del teatro romano “Lo Spazio” diretto da Francesco Verdinelli. In cartellone “Chapeau” di Roberto Russo con Gianni De Feo interprete e regista. 

di Giuseppe Giorgio – Il teatro “Lo Spazio” in via Locri a Roma, ha presentato la sua decima stagione e ad illustrare i temi ed i contenuti di un ricco cartellone è stato, durante un’affollata conferenza stampa serale, il regista, musicista e direttore artistico Francesco Verdinelli. Lo stesso che nel parlare della sua creatura capitolina ha affermato che è “nella quotidianità e nella fantasia, così come nelle proposte di teatro civile e teatro musicale, che risiedono gi obiettivi della nuova stagione”. Così con trentuno spettacoli in programma, tanti straordinari autori contemporanei e l’eccezionale presenza del maestro coreografo Micha Van Hoeck che proporrà “Pierino e il lupo” insieme con Luciana Savignano e Manuel Paruccini, la stagione andrà avanti sulla scia della qualità e dell’innovazione. Tra le proposte di “Teatro Lo Spazio”: Fiammetta Carena con “Universo 25”, Cristina Pernazza con “Otto donne per un mistero”, Ariana Porcelli Safonov, con “Piaghe” ed ancora, Morrison Hotel, Antonella Granata e Manuel Paruccini alle prese con chapeau“Personalità allo specchio”, Anna Piscopo e Matteo Ferri e lo spettacolo vincitore del concorso Corti Coreografici 2017 “Smoked Blues”. Da segnalare nella stagione romana de “Lo Spazio”, dal 25 febbraio 2018, la presenza di un apprezzato drammaturgo napoletano come Roberto Russo che per l’occasione affida un suo singolare testo all’attore, cantante e regista Gianni De Feo. Il loro spettacolo intitolato “Chapeau” , “ovvero i misfatti dell’istinto”, così come si legge nelle note, parte dal Kabarett berlinese per poi giungere sui sentieri di Fabrizio De Andrè. Con le musiche originali di Francesco Verdinelli e le scene ed i costumi di Roberto Rinaldi, “’Chapeau’ – come ha detto l’interprete e regista Gianni De Feo – racconta la (semi)surreale vicenda del Cittadino 2Barra4 abitante in una immaginifica società/alveare dove controllo e repressione sulle vite, sulle coscienze e soprattutto sulle emozioni degli individui, vengono esercitati in maniera sempre più autoritaria. In questo mondo iper razionale e fondato su concetti di opportunità ed utilità, calderone di rimandi kafkiani ed orwelliani, qualsiasi forma di Istinto è considerata Reato! La cartina tornasole dalla quale il Potere evince possibili comportamenti sovversivi ed anti sociali, consiste nell’assoluto rispetto e conoscenza delle formule matematiche. Da quelle più elementari a quelle più complesse. Ebbene, gli involontari errori di Calcoli Matematici da parte del protagonista diventeranno, agli chapeauocchi delle Autorità, pericolose manifestazioni di devianza da stroncare, senza pietà! 2Barra4 soffre di una dislessia aritmetica che lo induce, cosa gravissima, a collegare la Realtà al Sogno e che lo condurrà, in un finale liberatorio, a rivendicare questo suo “handicap” come vera e propria espressione di Libertà. Nella sua narrazione da internato in un Lager, il nostro 2Barra4, giunge ad evocare 2 momenti di puro istinto. Epici, ognuno a proprio modo: Il gesto di Orfeo che, voltandosi, al di là di ogni cautela, perde Euridice, ed il gesto di Zidane che durante la finale dei Mondiali di calcio del 2006, nella sua ultima partita, al di là di ogni razionalità, colpisce un avversario con una testata, facendosi espellere. Gesti inconsulti ed istintivi che, nella loro evidente natura auto lesionista, si pongono, liricamente, al di fuori di ogni calcolo. Ed allora, in un mondo nel quale si tende ad annacquare ogni forma di Istinto, Chapeau! a chi, provocatoriamente, non mortifica la propria Natura ma la perpetua andando in “Direzione ostinata e contraria”. Lo spettacolo di Roberto Russo- ha affermato ancora De Feo- basandosi su atmosfere decadenti, da festa finita o mai iniziata, tali da rimandare a Weimar, evoca suggestioni sonore fortemente Mitteleuropee che partono dal taglio crudo e ironico del Kabarett Berlinese per sfociare in un catartico e poetico Fabrizio De Andrè”.