Un cuore rosso sulla bacheca di Facebook. Perchè?

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“Ciao, puoi mettere un sulla tua bacheca, senza commenti, solo un , poi invia questo messaggio ai tuoi contatti femminili, dopo aver messo un cuore sulla bacheca della persona che ti ha inviato questo messaggio. Se qualcuno ti chiede perché hai tutti questi cuori in bacheca non rispondere. È per le donne, per ricordare la settimana di prevenzione per il cancro al seno. controlla il tuo seno! Tieni il tuo dito premuto sul messaggio e premi inoltra”.

di Maria Sordino – Sono ore che le bacheche delle utenti femminili di Facebook e di altri Social Network si riempiono di cuori. Un cuore rosso per ricordare la settimana di prevenzione del tumore al seno. Quale settimana? A memoria d’uomo, anzi di donna, è ottobre il mese della prevenzione del tumore al seno!

Poi, la verità è che le donne dovrebbero controllarsi tutto l’anno, seguendo con attenzione i consigli del proprio medico o dello specialista. Ma questa è un’altra storia. Proviamo a riflettere insieme. Cosa significa promuovere una campagna di prevenzione? Significa attuare tutti quei meccanismi che, attraverso i diversi mezzi di comunicazione, raggiungano il più alto numero di persone possibile per sensibilizzarle sui rischi di una determinata malattia, affinché adottino i comportamenti necessari perché l’evento non si verifichi. Significa quindi informare, per accrescere la consapevolezza del rischio, con l’obiettivo di promuovere salute. Infatti, le campagne sono appannaggio di Medici e Società Scientifiche o di Associazioni di Pazienti.

E i cuori di Facebook? Un messaggio virale senza né padri né firma, senza progetto né organizzazione, ma frutto semplicemente del passaparola, senza alcuna capacità di tradurre il tutto in un reale aumento di controlli e prevenzione. Perché i tumori non si evitano con i click.

E allora? È l’ennesima catena che imperversa nel web.

Tutti ne abbiamo esperienza, benché la pratica è espressamente vietata dalla netiquette, l’insieme delle regole che disciplinano i comportamenti degli utenti in internet. Quando però, come nel caso dei cuori, la catena agisce manipolando le emozioni delle persone, entrando a gamba tesa in ambiti che per alcuni rappresentano dolore e malattia, allora c’è da arrabbiarsi: una campagna di prevenzione deve essere un atto di responsabilità, che richiede competenza e va gestito con sensibilità e accuratezza.